Italia
Contrordine, si farà l’incontro al Csm
Il sindaco Biffoni ha ottenuto di anticipare l’appuntamento col vice presidente Legnini superando le difficoltà di orario
PRATO. Alla fine si farà l’incontro col vice presidente del Csm sulle carenze di organico del Tribunale di Prato. Dopo aver incassato il no del presidente del Tribunale, Nicola Pisano, per questioni di orario (l’appuntamento era fissato per le 19,30 di oggi), il sindaco Matteo Biffoni ha richiamato ieri la segreteria di Giovanni Legnini, numero due del Consiglio superiore della magistratura, e ha ottenuto un appuntamento per questa mattina alle 10, un orario che ha trovato tutti d’accordo. Dunque la delegazione pratese, composta dallo stesso sindaco insieme al presidente del Tribunale, il procuratore capo Giuseppe Nicolosi, il sostituto Antonio Sangermano e il presidente dell’Ordine degli avvocati Lamberto Galletti incontrerà Legnini in mattinata e proverà a convincerlo che serve uno sforzo straordinario per risolvere una situazione straordinaria, cioè l’imminente partenza di ben cinque giudici del settore civile (in cambio di un solo sostituto), ma soprattutto la cronica carenza di organico del personale amministrativo, quello che di fatto manda avanti la macchina della giustizia, al momento vicina alla paralisi.
Ancora prima di ricevere la nuova convocazione il presidente del Tribunale ha incontrato ieri i cronisti per fare il punto della situazione. «Ho saputo di questo incontro con Legnini giovedì sera - ha spiegato Pisano - e c’era un problema legato all’orario. Andare a Roma in serata mi avrebbe costretto a pernottare nella capitale, ma era già fissata un’udienza collegiale per mercoledì mattina a cui non potevo mancare. Ecco perché ho fatto presente la difficoltà. Figuriamoci se avrei voluto sottrarmi a un incontro col vice presidente del Csm. Legnini peraltro è già venuto a Prato, in questo ufficio, riuscendo a farci avere un paio di giudici. E non dimentichiamo che le delegazioni pratesi negli anni hanno consumato la strada per Roma».
Pisano ha voluto mettere qualche puntino sulle i a proposito di come vengono spostati i giudici. «Esiste il principio dell’inamovibilità dei magistrati - ha detto - Dunque li si sposta solo per concorso o con un’applicazione. Legnini su questo non ha la bacchetta magica. Si tratta di riservare un numero adeguato di magistrati a Prato nel prossimo bollettino». C’è poi il bacino dei cosiddetti Mot, i magistrati ordinari in tirocinio, un po’ più di 300, che saranno disponibili dai primi mesi del 2017. Pisano chiederà che a Prato ne vengano destinati sei, ma non spera di ottenere tanto. I magistrati già inseriti nell’organigramma, invece, vanno convinti a venire a Prato, che al momento non è una destinazione ambita, visto che anche l’ultimo bollettino 2015 è andato deserto per mancanza di aspiranti. «E io non posso convincerli con una pistola puntata alla tempia» chiosa Pisano.
L’altro grosso problema, come detto, sono i cancellieri. Qui potrebbe intervenire il presidente della Corte d’appello attivando la mobilità all’interno del distretto, ma tra il dire e il fare spesso c’è un oceano.
Dunque bisogna sperare che l’incontro di stamattina al Csm riesca a smuovere una situazione che al momento vive una fase di impasse.
Paolo Nencioni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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