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Prato

Ex Fabbricone, un parco fino a piazza del Mercato

Ex Fabbricone, un parco fino a piazza del Mercato

Le prime ipotesi di riassetto viario: viali alberati con ciclabili dentro l’area e rimodulazione di via Abati che costeggerà la fabbrica Calamai

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PRATO. Ex Fabbricone, sopralluogo della commissione Urbanistica nell’area interessata dal piano di recupero presentato la settimana scorsa. «Abbiamo preso visione degli interventi da fare - spiega il presidente Massimo Carlesi - delle superfici interessate dalla trasformazione, di quelle che verranno abbattute e degli immobili di archeologia industriale che invece verranno restaurati e che cambieranno funzione. Ciò che ci ha stupito - afferma - è la qualità di questi ultimi. In particolare l’ex falegnameria (un immobile destinato a ospitare un ristorante, collocato tra il lanificio e il teatro Fabbrichino ndr) che ha ancora le strutture in legno ben mantenute».

Nell’area delimitata da via Mozza sul Gorone, via Targetti, via Abati e via Bologna, tutta di proprietà della famiglia Balli (è stato Luigi Balli ad accompagnare i commissari) sono previsti, in sostanza due poli: uno commerciale e l’altro teatrale. Nell’attuale magazzino del lanificio - da restaurare - è previsto l’insediamento di una grande struttura di vendita (oltre i 2500 metri quadrati) per la quale verrà avviato un procedimento per ottenere il via libera in Regione che dovrebbe essere votato domani in commissione. Verranno abbattute le superfetazioni e il capannone che oggi ospita Limoni e Unieuro per lasciare il posto a un pargheggio su tre piani (uno interrato) per 600 posti auto, Fabbricone e Fabbrichino diventeranno di proprietà comunale, resterà produttivo il capannone del lanificio mentre verranno lasciate a destinazione attuale le medie superfici di vendita.

Ai commissari è stata presentata la prima ipotesi di riassetto viario. Profondi i cambiamenti che però entreranno nella pianificazione del Piano urbano della mobilità sostenibile in mano all’assessore Filippo Alessi. Solo ipotesi dunque, per il momento. L’idea sulla quale Urbanistica e Mobilità lavorano è quella di creare una sorta di “decumano” interno all’area che parta dalla vecchia entrata della fabbrica in via Bologna per arrivare fino in via Targetti. Si tratta di un viale alberato con pista ciclopedonale che costeggerà il nuovo centro commerciale, i bar e il ristorante, il parcheggio (con altra entrata) i teatri fino ai punti vendita su via Targetti. Se c’è il decumano non può mancare il “cardo” e sarà l’asse che taglia l’area da via Mozza sul Gorone a via Abati. Anche questo alberato e con pista ciclabile. I cambiamenti veri avverranno però su via Abati che nell’idea dei progettisti dovrebbe essere rimodulata per scorrere, lineare, addossata alla ex Calamai, la fabbrica su viale Galilei. Questo per evitare che la strada tagli a metà la nuova, ampia, area verde che sarebbe intenzione dei progettisti realizzare. In pratica il parco nascerebbe sull’area ex Fabbricone delimitata dalla curva di via Abati, ma proseguirebbe oltre, nell’appezzamento di terreno (due proprietari) che da via Abati arriva a piazza del Mercato Nuovo. In questo modo - ma il terreno sarà da acquisire - il parco metterebbe in relazione l’area ex Fabbricone con l’area del Mercato.

Cristina Orsini

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