Il presidio
Da Prato a Roma lungo la via Francigena: i pellegrini di oggi - Foto
Volontari di varie associazioni insieme ad alcuni disabili psichici hanno percorso 30 chilometri al giorno per arrivare dal Papa
PRATO. All'inizio era solo un'idea, fare un'esperienza di viaggio insieme, fuori dai luoghi quotidiani confrontandosi con gli altri. Qualcosa che potesse migliorare la qualità della vita, far uscire dall'emarginazione e offrire momenti di riflessione. E così un giorno qualcuno del gruppo - volontari di associazioni locali che si occupano di disagio psichico - ha proposto di percorrere a piedi la via Francigena, con tappe di 25-30 km al giorno di cammino da Prato per arrivare a Roma, il 12 giugno in occasione del Giubileo dei disabili. Un viaggio "Dalla terapia alla Terra-Pia" che in poco tempo è diventato un progetto condiviso, con tanto di tappe dettagliate, incontri preparatori, allenamenti e data di partenza: il 31 maggio da Monteriggioni. Capofila l'associazione Pangea di Prato con altre otto associazioni pratesi con il patrocinio di Cesvot, Comune di Prato e Azienda Usl Toscana centro.
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«E' stata un'esperienza bellissima- racconta Cristina Tacconi volontaria e presidente della Delegazione del Cesvot di Prato - fin dalla partenza eravamo un gruppo, abbiamo condiviso le cose da fare, da mangiare, le tappe». Ognuno è partito con una motivazione. Per persone messe alla prova ogni giorno con una situazione di disagio, di fronte a un'esperienza di un lungo viaggio a piedi per confrontarsi con gli altri, con le proprie capacità e diversità. E per chi invece si pone obiettivi individuali, imparare a rallentare e condividere.
«Quando sono partita non ero sicura che ce l'avrei fatta - dice Francesca - invece il tempo è passato velocissimo, e anche camminare sotto la pioggia è stata una prova perché ci siamo confrontati anche con la fatica. E' stato bello stare sempre insieme e aiutarci a vicenda». «La meta era il viaggio comune - continua Cristina - tutti ci siamo messi in gioco, qualcuno ha dovuto rinunciare a delle tappe per andare a comprare i panini, c'era da alternarsi alla guida del pulmino che trasportava tutto il necessario per il viaggio». La sera, pernottamenti tutti insieme nei luoghi deputati ai pellegrini. «Abbiamo incontrato tante persone - aggiunge Cristina - alla fine tutti facevamo il tifo per noi e questo ci ha dato tanta forza». Non sono mancati momenti di relax e divertimento come la preparazione della cena. «Suor Paola prima di partire ci ha offerto tanta pasta e pomodoro per condirla, così in base a chi toccava cucinare è stato divertente trovare sempre un menu diverso avendo sempre il pomodoro! Ognuno aveva un compito nel gruppo». Più dell'arrivo davanti al Papa il viaggio più bello è stato camminare insieme.
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