Bambine molestate, altre 5 segnalazioni
Si allarga a macchia d’olio l’inchiesta sull’operaio di 42 anni. Interrogato, si è avvalso della facoltà di non rispondere
PRATO. Si sta allargando a macchia d'olio il caso del presunto pedofilo di 42 anni arrestato il 6 giugno dalla squadra mobile di Prato con l'accusa di aver molestato dal 2012 a fine maggio di quest’anno alcune bambine e ragazze di età compresa tra i 10 e i 14 anni. Dopo le prime sette denunce raccolte dalla polizia, cui se n'è aggiunta un'altra presentata dai genitori di una quindicenne residente a Firenze, si apprende ora che in Questura sono arrivate altre cinque segnalazioni, tutte da Prato, tutte di genitori di bambine di età compresa tra i 10 e i 14 anni, che raccontano di essere state avvicinate e molestate da un uomo che sembrerebbe corrispondere alla descrizione fornita dalle prime vittime. I casi dunque potrebbero essere 13.
Le denunce sono ancora in fase di formalizzazione. Bisognerà convocare le ragazzine e mostrare loro l'album fotografico preparato dalla squadra mobile per avere un riscontro ai racconti. Ma da quanto si è appreso, tutte racconterebbero la stessa modalità di approccio. Il presunto pedofilo, dipendente di un'impresa edile, avrebbe usato la scusa di dover prendere delle misure sulla parte superiore di un muro e così sarebbe riuscito a convincere le ragazzine a farsi prendere in braccio, toccandole nelle parti intime. Non tutte le ultime cinque denunce sono di ragazzine italiane e non tutte avevano avuto il coraggio di raccontare l'episodio ai genitori, ma la notizia uscita in questi giorni sui giornali le ha spinte a farsi avanti.
Il presunto pedofilo, raccontano gli inquirenti, ha condotto finora una vita assolutamente normale. Fino a un anno fa era fidanzato con una donna con la quale conviveva.
L’uomo, in custodia cautelare nel carcere della Dogaia, è stato sentito giovedì alla presenza del suo avvocato difensore nell’interrogatorio di garanzia e si è avvalso della facoltà di non rispondere. Non perché non voglia o non possa spiegare la sua posizione, dice l’avvocato, ma per lo stato delle indagini, che non sono affatto chiuse.
Le cinque segnalazioni raccolte nelle ultime ore dalla squadra mobile confermano che il caso è tutt’altro che chiuso. Potrebbero essercene anche altre, e dunque è comprensibile che l’indagato voglia conoscere tutti gli elementi dell’accusa prima di fornire la sua versione dei fatti.
Il suo legale lo ha trovato abbastanza provato dalla vicenda, circostanza comprensibile se si pensa che, come hanno ricordato gli stessi inquirenti, che si tratta di una persona incensurata che conduceva una vita apparentemente normale.
Paolo Nencioni
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