Italia
Nel bar nessuno parla italiano: multata la titolare
La polizia municipale ha elevato anche una sanzione per un dipendente impiegato al nero e per la mancata esposizione degli orari
PRATO. Nel bar gestito da cittadini cinesi non c'era nemmeno un dipendente che sapesse la lingua italiana. Per questo, al termine di un controllo effettuato dalla Squadra interforze in un locale del centro storico di Prato, la polizia municipale ha inviato una segnalazione allo Sportello unico attività produttive del Comune per le eventuali sanzioni.
Al controllo del bar, avvenuto nella mattinata di oggi, 9 giugno, ha preso parte anche la polizia amministrativa, il Corpo forestale dello stato e la Direzione territoriale del lavoro. Dentro il bar sono stati trovati sei italiani, alcuni dei quali con precedenti di polizia, e un dipendente che lavorava pur non essendo formalmente assunto. Per questo la titolare dell'esercizio, arrivata successivamente, è stata multata per 1.500 euro. Altri 1.000 euro di multa sono stati fatti per la mancata esposizione degli orari di apertura e chiusura.
La ragione della contestazione per la mancata conoscenza della lingua italiana deriva dal regolamento comunale del commercio di Prato che prevede che "i cittadini stranieri che vogliono aprire un nuovo esercizio di somministrazione di alimenti e bevande oppure subentrare in un esercizio esistente devono certificare di conoscere la lingua italiana tramite: il possesso di un titolo di studio conseguito in Italia; il possesso di un diploma o di un attestato di frequenza a corsi di lingua italiana rilasciati da agenzie formative, istituti scolastici o enti pubblici; autocertificazione della conoscenza, seguita dal superamento di specifico test di verifica, da effettuarsi presso il Servizio Immigrazione e Cittadinanza del Comune". L'obbligo riguarda "il titolare dell'attività di somministrazione di alimenti e bevande, il legale rappresentante, i soci, i dipendenti e tutti gli addetti al servizio impegnati nella conduzione giornaliera dell'attività e che non hanno cittadinanza italiana. Ogni qualvolta cambi l'addetto è necessaria l'autocertificazione dello stesso, attestante la conoscenza della lingua italiana".
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