Il Tirreno

Prato

Il magistrato bacchetta chi affitta ai cinesi e si gira dall'altra parte

di Paolo Nencioni
Il dibattito all'Urban center su sicurezza e legalità
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Il dibattito all'Urban center su sicurezza e legalità

Il sostituto procuratore Laura Canovai al dibattito su legalità e sicurezza: "Denunciare non conviene a nessuno, mi sono vergognata per non essere riuscita a portare in aula certi casi". Dal Tribunale sono in partenza sei giudici: "Nessuno vuole venire a Prato"

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PRATO. Nessuno denuncia le irregolarità nei capannoni dove lavorano e dormono gli operai cinesi delle confezioni perché a nessuna delle parti interessate conviene farlo. Non conviene ai confezionisti cinesi e non conviene ai proprietari italiani degli immobili che riscuotono l’affitto. Il concetto è stato ribadito con forza dal sostituto procuratore Laura Canovai nel corso del dibattito su sicurezza e legalità organizzato dal forum Pratopartecipa all’Urban center di via Mazzini.

“Dove non c’è convenienza economica - ha spiegato il sostituto Canovai - non c’è interesse a denunciare un reato. Per dieci anni ho lavorato su questo tipo di reati e finché non ci sono stati i sette morti nell’incendio della confezione Teresa Moda non si è mosso niente. Da pubblico ministero - ha aggiunto accalorandosi - mi sono vergognata di essere pratese per non essere riuscita a portare in aula queste cose se non nei casi più eclatanti. La legalità ci riguarda a prescindere dalla nostra convenienza economica”. Ovviamente il magistrato parla dei proprietari italiani dei capannoni, perché l’inosservanza delle norme di sicurezza e lo sfruttamento della manodopera clandestina, quando vengono contestati ai titolari cinesi delle confezioni, in aula ci arrivano, ma il risultato non è molto diverso perché, come ha ricordato Laura Canovai, i reati contestati si prescrivono in 4 anni e “non arrivano al terzo grado di giudizio” prima della prescrizione.

Nel corso del dibattito all’Urban center, cui erano presenti anche l’avvocato Alberto Rocca e il vicequestore Francesco Nannucci, capo della squadra mobile, si è parlato anche dell’annosa questione dell’insufficienza degli organici delle forze dell’ordine e del Tribunale di Prato. Su questo fronte non ci sono buone notizie, anzi. “L’organico della Procura non è mai cambiato - ha ricordato Laura Canovai - Di fatto è lo stesso degli anni Settanta. L’unico rinforzo, in termini di ispettori per controllare le aziende cinesi, è arrivato dalla Regione dopo l’incendio della Teresa Moda e ora, è notizia di tre giorni fa, dal Tribunale andranno via sei giudici nei prossimi mesi. Toccherà fare un appello straordinario per rimpiazzarli: a Prato nessuno ci vuole venire perché qui si lavora come somari, e lo stipendio è lo stesso per tutti”.

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