Il presidio
Un rombo di moto per l’ultimo viaggio del giovane Cristian
Una messa nella cappella della Croce d’oro per ricordare il ventiduenne morto in via Firenze. Donati gli organi
PRATO. E’ stato il rombo delle moto ad accompagnare Cristian Del Core, il giovane morto in via Firenze per un incidente a bordo della sua Yamaha , nel suo ultimo viaggio verso la Puglia, paese di origine della famiglia e luogo in cui sarà celebrato il funerale. Un rumore che amava e che ha accompagnato il ventiduenne nella vita e nella morte. Un rumore straziante per gli amici, per la sorella Federica e per i genitori disperati per il figlio tolto al loro amore troppo presto.
Gli amici toscani si sono radunati nella cappella della Croce d’oro di Prato, che ha curato i funerali, per un saluto. Una messa partecipata quella celebrata da don Bini che ha benedetto la salma contornata da mazzi di rose bianche. Fiori dei colleghi di lavoro, di mamma Marziana e di babbo Francesco. Degli amici della pallanuoto e del mondo dei motori con cui andava a correre nel Mugello.
E proprio questa sua grande passione è stata ricordata anche nell’ultimo viaggio con la tuta da motociclista appoggiata su Cristian e gli stivali a bordo della bara. Rose che saranno sistemate, in parte, sulla rotatoria in cui il giovane a perso la vita. Sul tronco della quercia nana che ha fermato il volo del ragazzo, sbalzato dalla sella della sua moto dopo aver urtato il cordolo di via Firenze, all’altezza della Stazione Centrale.
Gli organi sono stati donati. L’ha ricordato il babbo al termine della messa. «Abbiamo donato tutto, tutto quello che era possibile, perché nostro figlio vivrà in altre persone e consentirà loro di guarire». E sempre il babbo Francesco ha voluto aggiungere qualche parola su Cristian. «Grazie a voi che siete qui. Siete gli amici che raccontano le sue passioni, la moto e la pallanuoto. E anche il lavoro. Ci ha fatto arrabbiare tante volte Cristian con il suo modo di dire sempre quello che pensava. Ma quello era lui, era il suo modo per volerci bene. Lui si donava tutto, anche arrabbiandosi. E noi abbiamo donato tutto di lui».
Anche la mamma ha voluto ringraziare gli amici. «Noi lo riportiamo a casa, in Puglia. Ma chiunque di voi vorrà venirlo a trovare a casa mia sarà come se fosse a casa propria. Sarà sufficiente che mi contattiate per trovare da me la porta sempre aperta. Gli amici di Cristian saranno a casa loro. Sempre».
Poi la richiesta di portare i fiori sulla rotatoria. E il rombo delle moto e il corteo che l’ha accompagnato all’autostrada. Sul carro funebre la famiglia. E tutto il loro incontenibile dolore.
Ilenia Reali
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
