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Prato

Presidio dei lavoratori di Poste Italiane: ecco le rivendicazioni - Foto

La manifestazione dei dipendenti di Poste Italiane
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La manifestazione dei dipendenti di Poste Italiane

Prato, manifestazione davanti alla sede centrale di via Arcivescovo Martini. L'intervento del presidente dell'Anci Matteo Biffoni

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PRATO. Manifestazione oggi, lunedì 30, davanti alla sede centrale delle Poste da parte di Slc Cgil e Uilposte insieme alle lavoratrici e i lavoratori della Divisione Pcl/Recapito della Provincia di Prato. Il presidio è stato organizzato, spiegano i sindacati, "per portare all'attenzione delle istituzioni, dell'azienda e della cittadinanza l'attuale situazione di già grave difficoltà e il forte rischio futuro per la tenuta occupazionale del settore, che comporterebbe l'introduzione del nuovo modello lavorativo previsto dal piano di riorganizzazione del Recapito con l'implementazione del sistema a giorni alterni, anche per il territorio pratese. Una manifestazione voluta per richiedere condizioni normative e tempi di lavoro che supportino l’effettiva qualità del servizio pubblico svolto, che a tutt'oggi non ci sono, per richiedere ad un'azienda che ancora nel I° trimestre 2016, rispetto al 2015, presenta un risultato operativo +16% e un utile netto +18% di investire nei servizi postali per il rilancio della divisione, su criteri e prodotti innovativi, a favore della clientela e della cittadinanza".

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Inoltre i sindacati vogliono "contrastare il previsto progressivo declino del Cmp di Firenze, punto centrale delle lavorazioni postali dell'intera Regione Toscana e chiedere invece una riconversione delle sue lavorazioni, per poter divenire un centro infrastrutturale a supporto di un rilancio della logistica a livello nazionale e chiedono di modificare il previsto modello di riorganizzazione con un sistema che non sia il Recapito a giorni alterni, che comporta una sostanziale diminuzione della presenza postale sul territorio e che non è certo efficace per affrontare le sfide del futuro del settore che, al contrario, richiedono maggiore presenza, capillarità e più servizi alle persone e alla clientela". Si vuole infine "rivendicare sistemi di lavoro diversificati in base alle specificità dei territori, che vuol dire maggiore presidio e offerte di servizi a partire dai Capoluoghi e non certo l'applicazione dei giorni alterni". "La Slc Cgil e la Uilposte con le lavoratrici ed i lavoratori riuniti in presidio chiedono - concludono i sindacati - una sospensione della partenza della riorganizzazione prevista il 27 giugno per il territorio pratese, che comporterebbe per la Provincia di Prato il taglio di 44 zone di recapito universali e 41 lavoratori in esubero e di poter ridiscutere l'intero piano, anche per gli altri territori".

L'intervento del presidente dell'Anci Matteo Biffoni. La consegna della posta a giorni alterni, alla viglia della sua introduzione a Prato, al centro dell'incontro tra il sindaco Matteo Biffoni, in qualità di presidente dell'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI) regionale e una delegazione di Poste Italiane, che si è svolto nella mattina di oggi, lunedì 30 maggio.

"La nostra preoccupazione è che la consegna della posta a giorni alterni possa portare ad ulteriori problemi e ritardi nel servizio- ha dichiarato il sindaco Biffoni -. Vogliamo garanzie a tutela dei cittadini e delle imprese, perché ai problemi già esistenti non si sommino ulteriori difficoltà, in un contesto spesso già inasprito per la chiusura o il ridimensionamento di alcuni uffici sul territorio”.

La consegna della posta a giorni alterni è attiva già da un mese nella provincia di Arezzo mentre scatterà nella nostra provincia il prossimo 27 giugno e a seguire nelle altre province toscane, fino al 2017 quando il sistema sarà esteso in tutta la Regione. Prima di questa data si terrà proprio per la provincia di Prato un ulteriore incontro con i sindaci.

Oltre al sindaco Matteo Biffoni era presente anche il sindaco di Vaiano Primo Bosi. Dai sindaci c’è stata anche l'interessamento per la salvaguardia dei posti di lavoro dei dipendenti di Poste che potrebbero essere messi in forse dalla riorganizzazione del servizio.  

 

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