Italia
Deposito di Publiacqua nel mirino dei vandali
PRATO. Sono entrati all'interno dell'impianto di potabilizzazione dell'acqua Falda 2 che rifornisce tutta l’area di Prato sud e hanno svuotato gli estintori, rotto i vetri delle finestrelle dell'impi...
PRATO. Sono entrati all'interno dell'impianto di potabilizzazione dell'acqua Falda 2 che rifornisce tutta l’area di Prato sud e hanno svuotato gli estintori, rotto i vetri delle finestrelle dell'impianto di aerazione e scritto con la vernice spray sui muri. La vicenda è accaduta nella notte tra sabato e domenica a Baciacavallo nei terreni adiacenti all'impianto di Gida. Ad accorgersi del raid i tecnici di Publiacqua che gestiscono il servizio di erogazione dell'acqua potabile a Prato, nel corso dei controlli ordinari agli impianti. La polvere degli estintori si era parzialmente depositata sulle pompe idrauliche e all'interno di due vasche di acqua potabile e per questo l'impianto è stato fermato.
Sul posto oltre alle Volanti della Polizia anche numerosi tecnici addetti all'impianto che hanno inviato immediatamente i campioni dell'acqua per le necessarie analisi, poi gli uomini della Scientifica e della Digos hanno avviato le indagini. Già dai primi momenti i tecnici di Publiacqua hanno rassicurato sull'improbabilità della contaminazione dell'acqua e nella giornata di ieri è arrivata la conferma dai risultati delle analisi effettuate dall'Asl.
Il quantitativo di inquinante, infatti, era basso e la sostanza «priva - comunica la polizia - di conseguenze per l'utenza». Gli ulteriori accertamenti sono stati affidati alla Digos. «Abbiamo ragione di ritenere - è il commento di Simone Barni, vice presidente di Publiacqua - che si sia trattato di un atto di vandalismo e non più di questo. Siamo però consapevoli che l'impianto è vulnerabile e proprio nell'ultimo consiglio di amministrazione di martedì tra i punti all'ordine del giorno c'era quello sulle misure da prendere per la sicurezza e la sorveglianza degli impianti».
Una discussione arrivata sul tavolo del cda anche perché quello di domenica sarebbe il quarto atto vandalico ai danni degli impianti. Luoghi sicuramente sensibili. Il dubbio di chi ha appreso la notizia dell’atto di vandalismo è quello che chiunque possa accedere agli impianti con conseguenze ben più grave di quelle verificatesi in questi giorni.
«Ho chiesto - conclude Barni - una relazione sullo stato degli impianti e proprio in questi giorni sono in atto riunioni tecniche per fare il punto dello stato di sicurezza degli impianti. Poi valuteremo le misure più opportune da prendere: telecamere, allarmi volumetrici».
Ilenia Reali
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