Il Tirreno

Prato

500 pellegrini in visita dal Papa

500 pellegrini in visita dal Papa

Baciamano del sindaco e di una delegazione cittadina Il pontefice: «Mi ricordo il pulpito e la vostra piazza piena»

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PRATO. Prato in pellegrinaggio a Roma per ringraziare Papa Francesco della visita del 10 novembre scorso . Sei mesi dopo lo storico abbraccio tra la città laniera e Papa Bergoglio, i pratesi erano in piazza San Pietro per ricambiare, con affetto, la cortesia. Cinquecento i pellegrini partiti nella notte tra martedì 17 e mercoledì 18 maggio con una decina di pullman per partecipare all'udienza con il Santo Padre. Con loro il vescovo Franco Agostinelli , il vicario generale mons. Nedo Mannucci, il sindaco Matteo Biffoni , insieme agli assessori Daniela Toccafondi e Mariagrazia Ciambellotti, il prefetto Maria Laura Simonetti e alcuni rappresentanti delle categorie economiche e sindacali: Alfredo Dolfi di Confesercenti, Veronica Scopelliti del Comitato imprenditoria femminile della Camera di Commercio, Stefano Bellandi della Cisl e Alessandro Fabbrizzi della Cgil.

La città del lavoro, "la comunità-laboratorio di convivenza, di laboriosità, di intraprendenza, di solidarietà e di spiritualità", come fu descritta da monsignor Agostinelli nel suo saluto al Papa in visita a Prato, si è presentata di nuovo davanti al Pontefice. Con il vescovo, il sindaco, Bellandi (Cisl) e Scopelliti (Camera di Commercio) e il prefetto che hanno avuto modo di avvicinare personalmente il Santo Padre partecipando al baciamano.

Il Presule ha portato in dono a Francesco il libro fotografico realizzato dalla Diocesi in occasione della storica mattinata del 10 novembre. "Mi ricordo bene di Prato, del vostro bellissimo pulpito e della piazza piena di persone venute a salutarmi", ha detto Francesco a monsignor Agostinelli e a Biffoni quando si è avvicinato a loro al termine dell'udienza. "Si è ripetuta l'emozione del 10 novembre - ha detto il vescovo - oggi abbiamo vissuto la stessa intensità di quello storico giorno. Per i pratesi, presenti in piazza San Pietro con un buon numero, si è trattato di un nuovo affettuoso abbraccio con il Papa. Per loro è stata è una bellissima esperienza".

«Da cittadino e da sindaco sono estremamente felice di sapere che Francesco ricordi con affetto Prato, il pulpito e la piazza del Duomo gremita - ha affermato Matteo Biffoni -, le parole del Santo Padre, pronunciate ieri mattina, confermano che la visita è stata da lui fortemente sentita. Si è trattato di un bellissimo gesto di attenzione verso Prato».

I cinquecento pratesi, divisi per parrocchia di appartenenza, hanno assistito all'udienza mischiandosi alle migliaia di fedeli provenienti da tutto il mondo. E come avviene nelle udienze del mercoledì, sorrisi, foto e cori da stadio hanno salutato il passaggio di Francesco a bordo della papamobile in mezzo alla piazza. Quando il Pontefice, prima della benedizione finale, ha citato Prato - «Sono lieto di accogliere i fedeli della Diocesi di Prato, accompagnati dal loro vescovo Agostinelli. Auspico che il vostro pellegrinaggio giubilare susciti in voi il desiderio di diventare missionari di Misericordia» - in piazza si sono sentiti distintamente moltissimi applausi.

Nel suo discorso Francesco ha commentato l'episodio di Lazzaro e del ricco Epulone, contenuto nel Vangelo di Luca. "Quello di Lazzaro - ha detto il Papa - rappresenta il grido dei poveri di tutti i tempi e le contraddizioni di un mondo dove le risorse e le ricchezze sono nelle mani di pochi". Con queste parole il Pontefice ha voluto ricordare a tutti che «la salvezza è legata alla Misericordia verso il prossimo. Nessun messaggero e nessun messaggio può sostituire i poveri che incontriamo nel cammino, è Gesù stesso che ci viene incontro».

«Facciamo nostro l'invito del Papa ad essere uomini e donne di fede missionari di Misericordia e di giustizia - ha commentato il vescovo Agostinelli - e non dimentichiamo il bellissimo discorso che ci rivolse dal pulpito di Donatello. Sono parole importanti che riportiamo a casa. Mi auguro che la nostra città continui il dibattito e il confronto su queste esortazioni, c'è bisogno di riflettere e crescere insieme per il bene di Prato».

Nel pomeriggio il pellegrinaggio pratese è proseguito con la celebrazione della messa nella basilica di San Paolo fuori le Mura. Il cambiamento di programma - inizialmente la funzione era prevista all'altare della cattedra - si è reso necessario per lo svolgimento dei funerali del cardinale Giovanni Coppa, celebrati in San Pietro. Gli autobus hanno riaccompagnato a casa i pellegrini al termine della messa presieduta dal vescovo Agostinelli e concelebrata da dodici sacerdoti diocesani.

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