Il Tirreno

Prato

Gli studenti delle superiori boicottano i test Invalsi

Lo striscione dei giovani comunisti contro le prove Invalsi
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Lo striscione dei giovani comunisti contro le prove Invalsi

La campagna è stata promossa dal Fronte della Gioventù comunista: "Così finanziano le scuole già ricche e tolgono soldi a quelle povere"

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PRATO. Gli studenti delle scuole medie superiori hanno boicottato le prove Invalsi, vale a dire i test dell'Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione (Invalsi) per misurare il grado di apprendimento degli studenti. Lo rende noto il Fronte della Gioventù comunista, che si oppone ai test.

"Oggi 12 maggio - si legge in una nota dei giovani comunisti - sono state somministrate agli alunni di seconda superiore di Prato, come nel resto del Paese, le prove Invalsi, che sono state oggetto di una dura contestazione da parte degli studenti, i quali in gran numero hanno deciso di boicottare il test lasciandolo in bianco. I dati raccolti per alcune classi mostrano alcune approssimate percentuali dell'adesione degli studenti al boicottaggio: circa il 43% ha boicottato all'ITS Tullio Buzzi, il 24% allo scientifico-linguistico Niccolò Copernico, il 31% al classico Cicognini e il 36% circa all'alberghiero Francesco Datini e allo scientifico Gramsci Keynes".

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"Il test Invalsi - sostiene Daniele Silano, responsabile pratese del Fronte della Gioventù comunista - punta a stilare una classifica delle scuole dividendole in meritevoli e meno meritevoli e premiando le prime con maggiori finanziamenti, mentre si lasciano allo sbando le seconde, generalmente scuole di periferia. Una sorta di Robin Hood al contrario, che anzichè intervenire laddove c'è più bisogno, promuove una competizione fratricida tra le scuole per accaparrarsi gli spiccioli di finanziamenti pubblici rimasti. Inoltre impone un modello nozionistico di apprendimento, concretizzato dal test a crocette, che entra prepotentemente nella didattica soffocando il ragionamento critico e non tenendo conto delle differenze di indirizzo. Boicottare gli Invalsi è una presa di posizione attiva per rivendicare un'istruzione pubblica omogenea, di qualità e accessibile a tutti".

I giovani comunisti hanno promosso la campagna di boicottaggio con varie azioni nelle scuole della città, come volantinaggi con striscione, diffusione di manifesti, dialogo con gli studenti di seconda. Le azioni più rilevanti sono avvenute al Buzzi, al Copernico, al classico Cicognini, al Datini e al Keynes. I ragazzi del Fronte hanno anche sottolineato che svolgere le prove Invalsi non è obbligatorio per legge, e perciò che possibili minacce rivolte agli studenti sono illegali e denunciabili.

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