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Prato

avevano denunciato imprenditore per occupazione abusiva

Calunnia, a giudizio avvocato e clienti

PRATO. Avevano denunciato un imprenditore cinese di aver occupato abusivamente un loro immobile sfitto, per ricavarci stanzette-dormitorio, senza che ne fossero al corrente. Ieri pomeriggio in...

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PRATO. Avevano denunciato un imprenditore cinese di aver occupato abusivamente un loro immobile sfitto, per ricavarci stanzette-dormitorio, senza che ne fossero al corrente. Ieri pomeriggio in tribunale a Prato marito e figlio della proprietaria del capannone sono stati rinviati a giudizio per calunnia. Rinviato a giudizio anche l’avvocato dei due, per calunnia e anche per falso ideologico. La denuncia degli imprenditori italiani nel confronti del ciense non erapassata inosservata, perché quell'immobile si trova in via Toscana, proprio davanti a quello in cui morirono per un terribile incendio i sette lavoratori cinesi. Di più. E' proprio l'immobile in cui Wu Lifu, primo testimone del rogo, andò a dormire. Lì infatti c'era la sua fidanzata che raggiunse, salvandosi, alle 2 di notte di quel primo dicembre.

In base a quanto emerso dall'indagine, coordinata dai pubblici ministeri Laura Canovai e Lorenzo Gestri, l'imprenditore in realtà era una "vecchia conoscenza" almeno del padre. Il cinese sarebbe stato presente quando fu firmato il contratto di affitto del capannone (di proprietà della moglie ma considerata estranea ai fatti contestati al pensionato) a un secondo cinese, considerato nell'inchiesta il prestanome dell'attività di fatto portata avanti dall'imprenditore con cui, dopo una discussione con i proprietari, non era stato rinnovato il contratto a suo nome.

Il giudice ha avvalorato la tesi dell’accusa, rinviando a processo anche il legale per aver “consigliato” i due italiani a denunciare il cinese per occupazione abusiva.

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