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Prato

Accusa il padre di molestie ma il giudice non le crede

Accusa il padre di molestie ma il giudice non le crede

I due figli adottivi puntano l’indice contro il genitore, che però viene assolto La ragazza ha ribadito il suo racconto, il fratello nel frattempo è morto

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PRATO. Rischiava una condanna pesante, sette anni di reclusione, per un reato infamante, aver molestato entrambi i figli adottivi, un bambino e una bambina, ma il giudice lo ha assolto dal primo capo d’imputazione perché non sono emersi sufficienti elementi di colpevolezza, e dal secondo capo perché l’eventuale reato si è prescritto. Questo l’esito del processo a un uomo di 59 anni, ora residente a Vienna, che era accusato di violenza sessuale su minori.

Un processo controverso che ha partorito una sentenza comunque assolutoria, nonostante la figlia adottiva abbia ribadito in aula le accuse nei confronti del padre adottivo: evidentemente non è stata creduta.

L’inchiesta era iniziata nel 2011, quando la ragazza puntò il dito contro il padre, da poco separato dalla madre adottiva, dicendo che più volte si era appartato con lei e le aveva toccato le parti intime. Alle accuse della ragazza si aggiunsero poi quelle dello stesso tenore fatte dal fratello. I fatti però risalivano a molti anni prima, tra il 2002 e il 2003 per la ragazza, nel 2005 per il ragazzo.

I fatti, secondo i fratelli, erano iniziati a Vienna, dove la famiglia risiedeva, ed erano continuati in provincia di Prato (la madre adottiva è originaria di qui). Di questa vicenda si è occupata in prima battuta la magistratura austriaca, ma il pubblico ministero di Vienna ha archiviato il procedimento nei confronti del padre.

Il processo, nonostante l’opposizione dell’avvocato difensore Elena Tori del foro di Lucca, è ripartito a Prato perché il Tribunale ha ritenuto che non valesse il principio del ne bis in idem, cioè l’impossibilità di processare due volte un imputato per gli stessi fatti, in quanto in Austria il caso non era arrivato davanti al giudice.

Quando il dibattimento era già iniziato, il corpo senza vita del figlio adottivo dell’imputato è stato trovato in un parco in Austria e l’avvocato di parte civile ha sostenuto in aula che le circostanze della morte non sono mai state chiarite. La difesa ha invece sostenuto che le denunce tardive dei due figli nei confronti del padre potrebbero aver a che fare con la separazione dalla madre. Una storia già sentita in altri processi simili.

Di fatto la figlia, che racconta di essere stata molestata per dieci anni, da quando ne aveva solo 4, ha ripetuto in aula le sue accuse in una precedente udienza ma non è riuscita a convincere il Tribunale, che nel suo caso ha assolto il padre ai sensi dell’articolo 530 secondo comma (la vecchia formula dubitativa) e nel caso del fratello per intervenuta prescrizione. (p.n.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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