Il Tirreno

Prato

Immobili con prezzi alle stelle, sotto accusa due geometri

Immobili con prezzi alle stelle, sotto accusa due geometri

Per il pm supervalutavano edifici su cui poi veniva chiesto un mutuo. La difesa: «Falso, l’episodio è del 2008. I valori erano diversi dagli attuali»

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Gonfiavano il valore di immobili per ottenere dei mutui supportando le richieste con documenti reddituali falsi e avvalendosi di persone che non avevano le condizioni economiche per sostenere gli acquisti. E' questa in sintesi l'accusa da cui si stanno difendendo gli imputati nel processo per associazione a delinquere finalizzata alla truffa Vincenzo Passarello, ritenuto dall'accusa il capo dell'associazione e per cui il pm Laura Canovai ha chiesto 5 anni, i geometri pratesi Alberto Mazzoni e Massimiliano Giovannini (chiesti 3 anni e 6 mesi), Maria Carmelina Passarello e Massimiliano Arnulfo (3 anni e 6 mesi) e altre 6 persone per cui Canovai ha chiesto un anno per il reato di truffa che avevano richiesto mutui ritenuti esorbitanti alla Banca Intesa San Paolo. In base a quanto emerso dalla ricostruzione effettuata in aula dal pubblico ministero e dall'avvocato milanese di parte civile Lino Terranova, Vincenzo Passarello promotore dell'associazione criminosa coordinava i rapporti tra le società immobiliari, che acquistavano gli immobili, e l'istituto di credito procurandosi la documentazione falsa (tra cui buste paga non reali) per accedere ai mutui che venivano concessi per importi superiori rispetto al valore degli immobili le cui perizie venivano sottoscritte da due geometri pratesi che ieri hanno deposto rigettando le accuse. Un giro di affari che aveva attivato 1 milione e 800mila euro di mutui di cui sono state pagate solamente le prime rate. L'avvocato Alberto Rocca, difensore di Mazzoni, ha sostenuto che il fatto non sussisterebbe dal momento che nel 2007 e 2008, anni a cui si riferiscono i fatti, i valori degli immobili era più alto degli anni successivi e che i documenti presentati da Intesa con le controperizie non sarebbero da considerare attendibili dal momento che i periti non si sarebbero recati direttamente a valutare immobili. Ipotesi rinnegata invece con forza dall'avvocato di Intesa che ha ribadito come in realtà in alcuni casi si trattava di poco più che ruderi o di alloggi senza neppure i servizi.

Un processo che sembra destinato alla prescrizione e che ha avuto un iter particolarmente rallentato. «I fatti - ha poi messo in evidenza l'avvocato della Maria Carmelina Passarello, Paola Pasquinuzzi - risalgono al 2007 il numero di registro con l'ipotesi di reato è del 2009 e l'udienza preliminare c'è stata solo 4 anni dopo».(iler)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web