Gestione trasporti, la Provincia non ce la fa
E parte la riorganizzazione. Il Tar si riserva la decisione della sospensiva. Biffoni: «Molti dubbi sulla gara»
PRATO. Tra oggi e domani si saprà se il Tar regionale ha accettato la richiesta di sospensiva presentata da Mobit, il consorzio delle imprese di trasporto toscane, contro l’aggiudicazione della gara da 4 miliardi per 11 anni, ad Autolinee Toscane, raggruppamento di imprese tra la piccola aziende del Mugello partecipata però al 100% dal colosso francese Ratp.
Cinque avvocati Mobit, due della Regione, tre di Autolinee Toscane si sono confrontati, ieri mattina, per 45 minuti. I magistrati della giustizia amministrativa hanno chiesto alle parti la riunificazione del procedimento di sospensiva e quello di merito fissato, in un primo momento a giugno ma che, per la complessità della materia, il Tar calendarizzerà non prima del 20 settembre. I legali della Regione si sono opposti perché la necessità dell’ente sarebbe quella di stringere il più possibile i tempi per arrivare entro i sei mesi dall’aggiudicazione definitiva della gara avvenuta 11 marzo (quindi entro il 12 settembre) alla firma della convenzione per il passaggio definitivo del servizio. E’ stato fatto presente, infatti, che questa fase di gestione provvisoria, nella quale il trasporto pubblico locale toscano marcia grazie a pagamenti a tranche attraverso ordini di servizio, costa alla regione 650 milioni ogni mese. Tanti, troppi.
Visto il “no” della Regione, il Tar si è riservato per alcune ore, la decisione sulla sospensiva che potrebbe diventare in questo modo la via d’uscita per evitare atti irrevocabili da parte della Regione e delle aziende vincitrice della gara. Posto che, infatti, il giudizio di merito non sarà trattato prima della fine di settembre, se la sospensiva venisse concessa la “tagliola” della firma della convenzione, atto irrevocabile, sarebbe superata.
Tutta da rivedere, invece, la situazione della gestione del trasporto pubblico locale in Provincia. A Prato, come in tutti gli altri enti trasformati e depotenziati, il personale scarseggia. La funzione è rimasta ma chi la fa marciare, almeno in parte, è stato o trasferito o - come è accaduto a Prato - ha trovato altri impieghi. Per far fronte a questa situazione, non solo pratese, la Regione sta pensando di organizzare piccoli contigenti di personale da inviare dove occorre, paganti naturalmente a proprie spese. «Non è ancora certo - spiegano in Provincia - che il settore trasporti si debba avvalere, in questa fase, del personale della Regione o se invece riesca a far fronte con l’aiuto degli uffici del Comune». Certo è che ieri pomeriggio sono stati discussi in consiglio gli indirizzi per una riorganizzazione che sarà pronta nei prossimi giorni. Ed è il presidente Matteo Biffoni a ribadire, un’altra volta, i tanti dubbi sulla gestione della gara «che mi ha lasciato perplesso fin dall’inizio - dice - e mi crea grandissime preoccupazioni. Sono convinto - conclude - che una scelta migliore sarebbe stata possibile».(c.o.)
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