Il Tirreno

Prato

a prato interessati 10mila lavoratori

Sciopero del pubblico impiego per il rinnovo del contratto

Sciopero del pubblico impiego per il rinnovo del contratto

PRATO. Impiegati degli enti locali, Asm, sanità, terzo settore, dipendenti Inps e del tribunale, personale della scuola e forze dell'ordine. C'è una Prato che si fermerà il prossimo 3 maggio per...

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Impiegati degli enti locali, Asm, sanità, terzo settore, dipendenti Inps e del tribunale, personale della scuola e forze dell'ordine. C'è una Prato che si fermerà il prossimo 3 maggio per chiedere il rinnovo dei contratti in standby da sei anni: è la Prato del pubblico impiego, una realtà composta da 10mila lavoratori che potrebbe subire la paralisi in nome del rinnovo del contratto fermo dal 2009. Non solo: fra le altre rivendicazioni, sblocco delle assunzioni, del turn-over generazionale, investimento su formazione e limite alla privatizzazione dei servizi. «Questo rinnovo non è solo una vertenza che riguarda una categoria specifica di lavoratori - fa presente il segretario pratese della Funzione Pubblica della Cgil, Giovanni Iorio - in gioco c'è il futuro del servizio pubblico. A Prato abbiamo una situazione letteralmente tragica: il territorio è sottodimensionato in alcune funzioni centrali come l'Inps e la giustizia. Lo Stato inizia a essere latitante e Prato ha sempre pagato un conto salato». La privatizzazione e la tendenza ad appaltare all'esterno alcuni servizi sono un altro risvolto della medaglia. Così Patrizia Pini (Uil Fpl) rincara la dose: «Non solo nella scuola ma anche nella cultura e nel turismo stiamo assistendo a Prato a un'ondata di appalti al ribasso con contratti in cui spesso mancano le clausole di salvaguardia per i lavoratori. Per l'ente locale questo si traduce in un risparmio ma ci rimettono lavoratori e servizio pubblico». A dire basta allo stereotipo dell'impiegato pubblico svogliato e fannullone è Enrica Cappelli (Cisl Fp di Prato e Firenze). «Il governo punta il dito contro il dipendente pubblico senza considerare l'aumento della spesa complessiva pubblica. Non dimentichiamo che alcuni lavoratori svolgono mansioni usuranti, sfido a gestire determinate situazioni a 67 anni come un'attività di front office al pubblico». E se nella sanità pratese mancano all'appello infermieri, non sono rose e fiori in Comune: l'ente locale può contare su una rosa di 900 addetti, a fronte di una pianta organica che vede sulla carta 1174 unità. «Non si può ignorare il fatto che tra il concorso per assistenti sociali e quello per educatori il Comune abbia ricevuto qualcosa di tremila domande» fa notare Iorio. E a proposito di nuovi posti di lavoro nella pubblica amministrazione, ben vengano le 36 assunzioni di istruttori educativi col "neo" dell'affidamento a una cooperativa di tre servizi dell'infanzia (scuola di Fontanelle e Figline, nido di Tavola). Sul Comune pende una spada di Damocle che è la sentenza della Corte europea che vieta rinnovi di contratti a tempo determinato. La manifestazione si terrà a Firenze in piazza Santissima Annunziata, a partire dalle 10.

Maria Lardara

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera