Il Tirreno

Prato

Conoscere la Cina attraverso la poesia

di Camilla Bernacchioni
Consuelo Ciatti
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Consuelo Ciatti

L’attrice pratese Consuelo Ciatti protagonista di un suggestivo spettacolo intitolato “Ti ho sentito cantare, come in un sogno”

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PRATO. Un viaggio nella cultura cinese attraverso la sua poesia. Punto di partenza, la corte delle sculture della Biblioteca Lazzerini. E' in questa cornice che prenderà forma il prossimo 20 giugno alle 21, lo spettacolo teatrale "Ti ho sentito cantare, come in un sogno" con l'attrice pratese Consuelo Ciatti - di ritorno per l'occasione nella sua città - e Tai Ling, attrice cinese già protagonista del film di Gianni Amelio "La stella che non c'è" e con Sergio Basso, regista e sinologo, nel ruolo di narratore. Inserito nel cartellone della PratoEstate, lo spettacolo propone un punto di vista diverso nel modo di guardare a Oriente per andare oltre l'immagine che spesso si ha dell'immigrato cinese. Da qui la scelta di utilizzare i versi. Lo spettacolo sarà, infatti, costruito come un mosaico di poesie che dallo "Shjing" (il Libro delle Odi", il classico della poesia del 1.000 a.c) arriva fino alla modernità.

«Siamo molto emozionati perché è uno spettacolo molto particolare ma per tutti - rivela Ciatti - è un'occasione per conoscere una parte importantissima della cultura cinese, la poesia appunto, che è quasi sconosciuta in Italia, il fatto di debuttare a Prato è ancora più significativo per noi» e la speranza è di farlo poi girare in altre piazze. Ad accompagnare i versi, musiche tradizionali vivo composte con l'antico liuto cinese da Li Yanti.

A dare voce alle poesie (in italiano), Ciatti che da tempo studia e sperimenta la lettura scenica di testi poetici anche di letterature oltre Europa come quella americana e persiana, mentre l'attrice Ling restituirà al pubblico la musicalità della versione originale dei versi. Basso, tra l'altro autore di un documentario sulla Chinatown milanese e di "Cine tempestose" sugli italiani nella Cina di Mao, accompagnerà il pubblico, come narratore oltre che regista, nell'immenso mare della lirica cinese, per aiutarlo a comprendere forme e significati. Ulteriore contributo, la scenografia, tra bambù, leggii e oggetti che di volta in volta aiuteranno le attrici a dare vita alle poesie.

 

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