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Prato

L’arte affonda le radici nel Cambriano

L’arte affonda le radici nel Cambriano

Nella mostra inaugurale del nuovo Pecci “La fine del vecchio mondo” installazioni choc e nei Macrolotti “art unlimited “

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PRATO. Per “La fine del vecchio mondo” nelle sale del nuovo Centro Pecci anche animali “vivi” di 550 milioni di anni fa e un Art “Unlimited” al Macrolotto. Via via che la mostra inaugurale (16 ottobre) prende forma, emergono particolari che fanno salire la febbre per l’attesa del vernissage del primo museo d’arte contemporanea italiano. Il direttore Fabio Cavallucci ha completato da poco una serie di contatti in America e in Europa per definire gli accordi per i prestiti più importanti(Picasso e Francis Bacon) mentre è in via di ultimazione la lista - una decina su 60 totali - degli artisti italiani, con alcune opere realizzate in situ e con un’opera che farà “rumore” come sta facendo il nuovissimo water d’oro di Maurizio Cattelan (grande amico di Cavallucci) per i bagni del Guggenheim di New York. Ma torniamo ai lavori già “pronti”: la grande installazione del cinese Cai Guo Qiang, con 99 sculture di animali a grandezza naturale intorno ad un vero laghetto, in arrivo dall’Australia che occuperà un bel pezzo del primo piano mentre nell’altra sala ci sarà un’imponente installazione del brasiliano Henrique Oliveira (il percorso della “casa” dell’uomo), con un’inedita uscita finale per il visitatore, attraverso il tronco di un albero. In una sala del “vecchio” Pecci ora in piena ristrutturazione, ci sarà un grande vasca, un vero e proprio acquario con fauna unicellulare invertebrata, “reduce” dall’esplosione del Cambriano avvenuta 540 milioni di anni fa, realizzata dal parigino Pierre Huyghe. Si annuncia quindi una mostra di grande complessità che si dispiegherà non solo nel nuovo Centro con una serie di venti collaterali di alto spessore scientifico, in collaborazione con il Cern di Ginevra e con la Normale di Pisa, ma anche in centro città e nella zona industriale del Macrolotto. Cavallucci, con il contributo del conservatore della Collezione permanente Stefano Pezzato, sta individuando una serie di artisti italiani a cui chiedere le opere in comodato gratuito per un certo periodi di anni, da collocare in spazi all’aperto.Un altro “pezzo” della mostra andrà, infine, in un grande spazio al coperto, ancora da individuare, nel Macrolotto uno o al due, dove sarà allestita la prima edizione di Art “Unlimited” pratese, ovvero una mostra con opere di grandi dimensioni, come per Art Basel. Un’operazione da realizzare insieme alle gallerie private della toscana.

Riccardo Tempestini

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