Il Tirreno

Prato

La parabola di Matteo, dai banchi al consiglio d’istituto della scuola

La parabola di Matteo, dai banchi al consiglio d’istituto della scuola

Ye Huiming è il primo orientale eletto nell’organo di rappresentanza dei genitori alle elementari Ha preso anche i voti degli italiani e ora ringrazia il vicepreside Nuti: «Un maestro di vita»

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PRATO. Quella scuola che ha frequentato da bambino ora la vive da genitore. E da genitore "impegnato", che ha voce in capitolo, prende decisioni in modo collegiale, s'interessa di didattica e inclusione per il bene delle sue figlie e per i figli di tutti. Sì, perché quel bambino arrivato dalla terra del Dragone agli inizi degli anni '90 con una valigia piena di sogni, nel frattempo, è cresciuto ed è diventato padre di quattro figli: un maschio e tre femmine, due delle quali siedono sui banchi della primaria "Cesare Guasti". Così, dopo essere stato il primo ragazzo cinese a diplomarsi nel 1998 al "Datini", il primo a entrare in un sindacato (Anolf Cisl) e dopo essere stato per tanti anni punto di riferimento della comunità orientale, ora Ye Huiming, meglio conosciuto col nome di Matteo, è il primo orientale a entrare in un consiglio d'istituto. Nel corpo della rappresentanza dell'istituto "Marco Polo", fiore all'occhiello della scuola multietnica pratese, figura anche babbo Ye.

Non l'hanno eletto a ottobre solo le famiglie cinesi. Matteo ha preso anche i voti di alcuni genitori italiani i cui figli vanno a scuola con Liya e Lithin, le sue bambine. E l'anno prossimo anche la sua terzogenita s'iscriverà alla "Cesare Guasti". Il neo consigliere ha umiltà da vendere. «E' un'esperienza stimolante il fatto di lavorare gomito a gomito con gli altri sette genitori italiani dai quali ho tanto da imparare. Mi sono sempre impegnato in questa città, muovendomi all'interno dell'associazionismo cinese, ma questa forma di partecipazione è quella che più sta nelle mie corde. Più utile e concreta perché si lavora per il futuro dei nostri figli. Faccio parte del gruppo di lavoro sui regolamenti dell'istituto che trovo formulati in modo chiaro e intelligente. Penso, ad esempio, ai provvedimenti disciplinari e alle loro finalità rieducativa. Si lavora bene grazie alla nuova preside che è una persona di cuore. E poi con questa realtà ho un profondo legame affettivo». Quando l'alunno Matteo arrivò a Prato non esisteva ancora il modello dell'istituto comprensivo, c'erano la primaria "Fabio Filzi" e le medie "Ser Lapo Mazzei" che oggi fanno parte del "Marco Polo" ed entrano nel vissuto dei ricordi di Matteo. Galeotto fu all’inizio degli anni '90 l'incontro con il vicepreside Andrea Nuti che, all'epoca, insegnava educazione fisica alle medie. «La palestra era il mio rifugio - ricorda Ye - Nelle classi i bambini cinesi erano pochi ed era difficile ambientarsi. Col professor Nuti ho un debito di riconoscenza: fu lui ad aiutare la mia famiglia in un momento di difficoltà. Eravamo da poco a Prato e non avevamo una casa dove andare. Ed è stato lui ora a consigliarmi di provare l'esperienza del consiglio d'istituto. Gli ho dato retta, per me è un maestro di vita». Una guida come fu anche il professor Riccardo Consorti scomparso nel 2008, uno che per l'alfabetizzazione dei primi studenti cinesi si spese tanto. E anche lui insegnava alla "Ser Lapo Mazzei". Corsi e ricorsi nella vita di Ye che crede molto nel ruolo dell'insegnante. «Serve per gettare solide basi nella crescita. Per me è stato così». Ed è così ora per le figlie iscritte alla "Cesare Guasti".

Maria Lardara

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