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MA LA NOSTRA È UNA SCUOLA SERIA E BELLA
È chiaro a tutte e a tutti che non è facile gestire una grande scuola, con tanti corsi diversi e tanti insegnanti, con risorse sempre più scarse e compiti burocratici sempre più soffocanti. Ma, al di...
È chiaro a tutte e a tutti che non è facile gestire una grande scuola, con tanti corsi diversi e tanti insegnanti, con risorse sempre più scarse e compiti burocratici sempre più soffocanti. Ma, al di là degli aspetti istituzionali e dell'offerta formativa della scuola, a noi sta a cuore ricordare il clima culturale, l'atmosfera di lavoro, la dimensione collettiva che ha sempre caratterizzato il nostro Istituto. Molti di noi hanno lavorato – da precari e poi da insegnanti di ruolo – in numerose realtà scolastiche diverse. In pochissime tra queste abbiamo trovato garantita come al “GramsciKeynes” la libertà d'insegnamento, la ricerca didattica, l'innovazione metodologica, l'attenzione alle relazioni di classe e fra colleghi. E libertà di insegnamento non si traduce in mancato rispetto delle regole né in isolato individualismo, bensì in serena autonomia nell’applicazione di un progetto didattico coerente con la nostra personale formazione e attento alle esigenze di un’utenza diversificata come la nostra.
Alla nostra Dirigente non può certamente essere imputato “lassismo”, bensì riconosciuto il merito di non lasciarsi attrarre da smanie di dirigismo e di saper nutrire un sincero rispetto per il prossimo: per la sua classe insegnante, che evidentemente merita stima, come per gli studenti che possono trovare sempre in lei ascolto, in un clima di accoglienza reale e non di facciata, come dimostra l’eterogeneità della popolazione scolastica del nostro Istituto.
Nessuno di noi insegnanti si è mai sentito represso nella propria ricerca. Al contrario, sono sempre arrivati dalla dirigenza e dai suoi collaboratori stimoli alla riflessione sul nostro lavoro, un sostegno continuamente presente e perfino affettuoso alle nostre attività, in particolare a quelle che erano in grado di far crescere gli aspetti collaborativi e relazionali della comunità scolastica. Per noi questo conta molto e si trasforma in senso di appartenenza ad uno spazio comune e condiviso di lavoro e di vita. Per tutto questo adesso ci teniamo a ringraziare e a manifestare il nostro appoggio alla dirigente scolastica Maria Grazia Tempesti. Le banali e un po' squallide strumentalizzazioni politiche di partiti, o di micropartiti o di gruppetti aspiranti partiti, non ci interessano. La nostra scuola, pur con tutti i suoi problemi, è una cosa molto più seria. E molto più bella.
(il personale docente e Ata
del Gramsci-Keynes)
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