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Prato

Creaf: blitz della Guardia di Finanza in Provincia - Foto

La Guardia di Finanza porta via scatoloni di documenti dalla Provincia
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La Guardia di Finanza porta via scatoloni di documenti dalla Provincia

Prato, le Fiamme Gialle hanno chiesto tutta la documentazione relativa alla realizzazione del Centro di ricerca e alta formazione di via Galcianese. L'ipotesi di reato è malversazione. Il presidente Matteo Biffoni: "Bene che sia fatta chiarezza, inaccettabile che dopo 15 anni sia ancora chiuso" 

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PRATO. La Guardia di Finanza si è presentata oggi, martedì 12, a palazzo Banci Buonamici, sede della Provincia, per acquisire documentazione relativi al Creaf (Centro di ricerca e alta formazione) di via Galcianese, struttura da tempo al centro di polemiche per le decine di milioni di euro spesi per la sua realizzazione senza che mai decollasse. L'ipotesi di reato è malversazione. La Guardia di Finanza si è mossa in seguito ad un esposto della consigliera comunale indipendente Marilena Garnier.  Al momento non ci sono iscritti nel registro degli indagati. Sono al vaglio le posizioni di coloro che negli anni hanno gestito il progetto.

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L'intervento di via Galcianese nel suo complesso coinvolge investimenti per 22,5 milioni di euro, a fronte di contributi della Regione Toscana di 11,3 milioni di euro (di cui 6,6 milioni da fondi Cipe, 2,8 milioni di fondi regionali, 1,9 milioni fondi Fas).

Pochi mesi fa l'assessore regionale alle Attività produttive Stefano Ciuoffo rispose proprio sul futuro del Creaf ad un'interrogazione di Giacomo Giannarelli (M5S) dicendosi ottimista: "Siamo ad un passo dall'inizio dell'attività".

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Questo il comunicato ufficiale della Provincia di Prato. "Gli uffici della Provincia di Prato e del Comune di Prato si sono messi a disposizione per fornire tutta la documentazione sulla società. Al centro del controllo l’erogazione, nel corso degli anni, di finanziamenti e contributi per circa 20milioni di euro ad una società che, pur costituitasi nel 2005, non ha ancora avviato la propria attività.

“E’ bene che venga fatta chiarezza in maniera approfondita sulla gestione della società negli ultimi undici anni e da parte della Provincia di Prato e dei Comuni soci (oltre a Prato, anche Montemurlo, Poggio a Caiano, Carmignano, Vaiano, Vernio e Cantagallo) c’è la massima disponibilità per aiutare la procura in questo lavoro – spiega Matteo Biffoni, presidente della Provincia e sindaco di Prato - E’ oggettivamente inaccettabile che dopo 15 anni il Creaf sia ancora chiuso e lo abbiamo detto più volte. Infatti, stiamo cercando da un anno e mezzo, nonostante il bilancio in forte difficoltà che Creaf srl già registrava, di aprire finalmente il centro e molte realtà si sono dimostrate interessate. L’alternativa, ovvero chiudere la società, costerebbe 20 milioni di soldi pubblici. Intanto è giusto che la Guardia di Finanza faccia tutti i controlli che riterrà doverosi. Gli enti interessati sono a disposizione con la massima trasparenza”.

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