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«Portiamo il caso Prato a Roma»

«Portiamo il caso Prato a Roma»

Centrodestra in camp sulla sicurezza: «Ma non è un doppione di San Marco, ci pensavamo da prima»

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PRATO. All'aumento della percezione di insicurezza in città, il centrodestra pratese risponde con una serie di iniziative che porteranno alla produzione di un dossier contenente tutte le richieste dei cittadini in materia di sicurezza e illegalità diffusa. Il documento sarà recapitato a Roma i primi di maggio da una delegazione di politici e firmatari e consegnato nelle mani dei parlamentari pratesi affinché intervengano presso il Governo. L'iniziativa sarà la tappa conclusiva di un percorso di ascolto, promosso dalle forze politiche di opposizione (Prato Libera e Sicura, Forza Italia, Prato con Cenni, Lega Nord, Fratelli d'Italia e dal consigliere indipendente Emanuele Berselli), che si articolerà attorno a due momenti principali: l'apertura - nei giorni 9 e 10 aprile - di gazebo informativi nelle piazze, per illustrare ai cittadini l'iniziativa nel suo complesso e parlare con loro dei problemi della città; un'assemblea pubblica, fissata per lunedì 18 aprile (sera) nei locali del cinema Eden, dove saranno ascoltate tutte le proposte e raccolte le istanze da inserire nel documento che sarà presentato a Roma, allo scopo di portare il "caso Prato" all'attenzione nazionale. Si tratta di un progetto a cui i promotori lavorano da mesi e che non intende sovrapporsi alla petizione popolare lanciata abitanti del quartiere di San Marco-via Veneto per chiedere al governo Renzi il potenziamento degli organici delle forze dell'ordine. «E' un progetto ancora in fase di preparazione, ma l'insofferenza e la spontaneità politica dei cittadini ci hanno spinto ad accelerare i tempi - dice Gianni Cenni, ex assessore e responsabile provinciale di Fratelli d'Italia - L'idea nasce dalla volontà di fare qualcosa di concreto per la città perché negli ultimi due anni abbiamo visto degenerare la situazione sulla sicurezza nella percezione dei cittadini. Lo dicono anche le statistiche». Ma l'attacco più duro arriva dal consigliere di Prato Libera e Sicura, Aldo Milone: «Nell'aver messo i cittadini nella condizione di dover essere loro in prima persona a sollecitare il governo a mandare rinforzi, c'è tutto il fallimento della politica di Biffoni», dice riferendosi alla petizione popolare. «Visto che molte questioni dipendono dal governo centrale - continua - il sindaco dovrebbe farsi promotore, attraverso l'Anci, di questi problemi, sfruttando l'amicizia che lo lega a Renzi per incidere sul Governo e ottenere un innalzamento della fascia della Questura». Alla luce degli ultimi fatti di cronaca Milone si dice preoccupato soprattutto del fenomeno legato allo spaccio, temendo «un innalzamento del livello di criminalità». «Non si tratta più soltanto di spaccio - afferma - lo scontro tra bande testimonia l'esistenza di forme di controllo del territorio». «I problemi riguardano tutta la città - aggiunge Erica Mazzetti, coordinatrice provinciale di Forza Italia - bene vengano dunque iniziative come la raccolta firme promossa dia cittadini di via Veneto, ma ritengo che anche la politica debba fare qualcosa di concreto. Da qui il nostro progetto, che intende trasformare Prato in un caso nazionale: qui c'è bisogno di leggi speciali».

Barbara Burzi

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