Rintracciato il testimone che incastra il presunto killer
PRATO. È stato rintracciato il secondo uomo presente sulla scena del delitto avvenuto ai giardini di via del Campaccio, dove nella notte tra venerdì e sabato è stato trovato il cadavere col volto...
PRATO. È stato rintracciato il secondo uomo presente sulla scena del delitto avvenuto ai giardini di via del Campaccio, dove nella notte tra venerdì e sabato è stato trovato il cadavere col volto sfigurato di un uomo marocchino di 64 anni, Fouad Ouahboun. Mercoledì la polizia ha rintracciato un marocchino che era presente al momento dell'aggressione. L'uomo è stato sentito ieri nell'ufficio del sostituto procuratore Laura Canovai alla presenza del procuratore capo Giuseppe Nicolosi.
Gli inquirenti volevano capire se anche questo secondo uomo potesse aver avuto un ruolo nell'omicidio del sessantaquattrenne, dopo il fermo di un ventiquattrenne marocchino, Hicham Legdali, accusato di aver massacrato il connazionale. Al momento la partecipazione del secondo marocchino all'omicidio è stata esclusa e nei suoi confronti non è stato preso alcun provvedimento. In Procura era presente anche la donna italiana di 48 anni rintracciata dalla polizia ai giardini e la cui testimonianza è risultata decisiva per arrivare al fermo del presunto omicida. Il secondo marocchino sostiene di aver visto Legdali mentre colpiva con calci e pugni al volto Fouad Ouahboun. Insomma, la sua testimonianza è il tassello mancante di un'indagine virtualmente chiusa. La cosa strana è che è stato lo stesso Legdali a collaborare al rintraccio del testimone che ora sembra inchiodarlo alle sue responsabilità.
Nell'ufficio del sostituto Canovai è stato portato dal carcere per essere nuovamente interrogato anche il fermato, Hicham Legdali, assistito dall'avvocato Antonio Bertei. Legdali continua a dire di non ricordarsi nulla di quella notte e non ha fatto alcuna ammissione. Sul gesso che gli fascia il polso destro sono state trovate piccole tracce di sangue e manipolazioni. Legdali ha ha detto di aver sovrapposto una benda perché il gesso tendeva a sporcarsi.
Anche la donna italiana dice di non ricordare nulla, nemmeno di essere stata picchiata da Legdali, come invece emerge dagli accertamenti della squadra mobile. Infine è stato sentito un terzo marocchino, rintracciato dalla polizia nell'abitazione dove fino alla vigilia di Pasqua viveva Hicham Legdali. Assistito dall'avvocato Giuseppe Bonfante, il marocchino ha detto di non essere stato presente nei giardini di via del Campaccio al momento dell'omicidio e sul suo conto non sono emerse responsabilità. (p.n.)
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