Italia
La doppia faccia del giardino dei nonni
Di giorno ci giocano i bambini, la sera diventano un bivacco. Un residente: «Abbattete il gazebo»
PRATO. I giardini di via del Campaccio hanno una doppia faccia: di giorno frequentati da nonni e bambini, la sera luogo di spaccio e casa per un gruppo di stranieri. Tanto spazio verde, un’area di sgambatura per i cani, giochi in legno per i più piccoli in ottime condizioni. «Il sabato mattina - racconta un padre - porto sempre i miei figli a giocare qui. Sono assolutamente tranquillo, altrimenti cambierei giardino. Forse c’è un po’ di sporco per terra, ma non ho mai visto siringhe». Eppure a cento metri dalle altalene, sotto un gazebo, si è consumato un omicidio, tra bottiglie sparse ovunque, siringhe e macchie di sangue. La struttura in legno ha due anni, è stata costruita per gli anziani del quartiere che l’avrebbero dovuta utilizzare come luogo di incontro per giocare a carte. «Purtroppo - spiega un residente - è diventata la casa di un gruppo di stranieri. Di giorno bivaccano, la sera spacciano o si ubriacano. Generalmente stanno per conto loro, ma non è possibile tollerare questa situazione. Anche se abbiamo chiesto noi il gazebo, ora bisognerebbe abbatterlo, così non hanno più un riparo». Che la sera i giardini siano un luogo pericoloso lo confermano anche i numerosi proprietari dei cani che frequentano la zona. «Da un paio di anni quando arriva il buio evito di passare da qui. Abbiamo più volte allertato la polizia, ma la situazione non è mutata. L’unico cambiamento sono le luci dei lampioni che ora sono più intense». La zona più pericolosa, le entrate sono quattro, è quella che si affaccia su via del Campaccio: dietro al gazebo dove è stato ritrovato il cadavere del marocchino, c’è un campo disseminato di bottiglie e siringhe. Ci sono anche abiti e oggetti che fanno pensare al bivacco notturno. «Questa gente la sera inizia a bere - racconta un abitante - e poi alzano la voce e discutono. Del resto qui vicino c’è il Penny Market dove vino e super alcolici costano pochissimo». E infatti sotto il gazebo sono sparse bottiglie di vodka, cartoni di vino da pochi euro, ma anche siringhe, fiale di metadone, fazzoletti sporchi di sangue. «Passiamo a pulire due volte la settimana- racconta un dipendente della cooperativa La Traccia - e ogni volta troviamo i sacchi pieni di bottiglie, ma tanti rifiuti come oggi non li ho mai raccolti. Qualche mattina trovo anche qualcuno di loro, ancora in preda agli effetti dell’alcol, però sono tranquilli».
Alessandra Agrati
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