Il Tirreno

Prato

«Una sigaretta mi ha salvato la vita»

«Una sigaretta mi ha salvato la vita»

Il racconto dello chef pratese Pietro Consorti che si trovava all’aeroporto di Zarentem al momento delle esplosioni

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PRATO. Si è salvato dalla strage di Zaventem grazie ad una sigaretta. Pietro Consorti, giovane chef executive pratese all'albergo Park Hyatt di Milano, ieri mattina è atterrato all'aeroporto di Zaventem a Bruxelles provenendo da Washington dove aveva incontrato alcuni colleghi di lavoro.Questo il racconto fatto al Tirreno che al telefono lo ha raggiunto ad Amsterdam dove nel frattempo si è trasferito per prendere un volo diretto a Milano con scalo a Francoforte. «Il primo botto proveniva da sotto l'aeroporto da dove passa il treno. Sembrava quasi un terremoto. Però poteva sembra anche l'incidente di un'auto. Era strano. Poi dopo trenta secondi, un minuto ho sentito un botto più grosso. È stato quello che ha fatto saltare in aria il check in. Io ero uscito per fumare una sigaretta. Meno male. Ho sentito volare i vetri per la compressione. E quindi ho visto tutta la gente che era lì che ha cominciato a scappare, a correre. Io sono andato verso la strada dove non c'era nulla. All'inizio non ho visto feriti, perché all'inizio non si era capito che cosa fosse successo: una bomba, due bombe, un incidente. Poteva essere stato anche un aereo. Dopo la seconda esplosione i taxi all'esterno hanno cominciato ad allontanarsi: in quella situazione c'era la possibilità che scoppiasse anche un'altra bomba. Poi sono cominciati ad arrivare i pompieri a tirare fuori la gente. I feriti sono trasportati fuori con barelle o con porta valigie. All'esterno dell'aeroporto si è formato poi un punto di raccolta dove sono stati trasportati i feriti».

Quando lei è arrivato all'aeroporto di Zaventem aveva notato molti controlli di sicurezza? Spiegamenti di forze di polizia? «Sinceramente no, era tutto molto tranquillo. La signora che mi ha accompagnato poi in auto ad Amsterdam mi ha confessato che lei qualcosa del genere se lo immaginava dopo quello che era successo con l'arresto del terrorista Salah».

Ore di ansia. E' stata una mattinata da incubo. Di quelle che ricorderà per sempre. Marta Benedetti stava accompagnando il marito in aeroporto a Firenze. In auto, accende la radio e sente quanto è successo a Bruxelles, degli attacchi terroristici all'aeroporto di Zaventem . Il figlio, Alessio, stava rientrando in Italia ma non aveva detto da quale aeroporto della città sarebbe partito. La mente di Marta si è annebbiata. Momenti di panico, fin quando riesce a mettersi in contatto col figlio che è atterrato, sano e salvo, al "Galileo Galilei" di Pisa. Alessio non era, per fortuna, allo scalo internazionale di Zaventem ma a quello di Charleroi. Sta bene e ha saputo della tragedia solo poco prima di atterrare in Italia mentre era in volo. Alessio Ricci, 22 anni pratese, vive a Bruges da poche settimane. Lavora in un ristorante e fa il cuoco. Da giorni aveva programmato il rientro a Prato per le vacanze pasquali. Avvisa, dunque, i genitori del rientro ma non dice loro da che aeroporto avrebbe preso l'aereo. .«Alle 3 stanotte - racconta il giovane - sono uscito di casa per raggiungere l'aeroporto di Charleroi dove sono arrivato poco prima delle 6. Alle 7 era programmato il volo. Ma a causa dei controlli serratissimi la partenza è slittata di circa 40 minuti. Ognuno di noi passeggeri è stato passato al setaccio prima di farci imbarcare. La tensione c'era si respirava nell'aria. Ma è così sempre, non solo questa mattina. Solo in volo ci hanno dato l'annuncio di quanto era successo e alle 8,50 sono atterrato a Pisa. Dove i poliziotti presenti erano una manciata, niente a che vedere con il dispiegamento di forze a Charleroi». Una volta a Pisa e accesso il cellulare, il ragazzo si è trovato invaso di messaggi. Erano gli avvisi delle telefonate della mamma in primis e dei parenti. Così ha avvisato la madre per rassicurarla.

Bandiere a lutto. Sul Palazzo comunale di Prato, su disposizione del sindaco Matteo Biffoni, sono state issate le bandiere italiana e belga a lutto in segno di cordoglio e solidarietà al Belgio e a tutta l'Europa dopo gli attacchi terroristici di Bruxelles. «Quanto è accaduto a Bruxelles ancora una volta sconvolge profondamente tutta l'Europa. - ha dichiarato Matteo Biffoni, sindaco di Prato e presidente Anci Toscana - Il terrorismo colpisce la nostra quotidianità, la nostra vita, i nostri valori. C'è bisogno di una risposta forte, ferma e univoca: l'Europa deve dimostrarsi unita e determinata. E non deve lasciarsi condizionare da questa tragedia, per rinnegare se stessa e quello che rappresenta anche per chi fugge dagli stessi assassini travestiti da fondamentalisti religiosi. Noi non abbiamo paura, non vincerà l'odio e il terrore perché noi siamo più forti».

Giovanni Ciattini

Azelio Biagioni

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