Il Tirreno

Prato

Alessio: "Ho saputo della strage mentre da Bruxelles ero in volo verso Pisa"

di Azelio Biagioni
Un'immagine dell'attentato all'aeroporto di Bruxelles nelle riprese di Sky
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Un'immagine dell'attentato all'aeroporto di Bruxelles nelle riprese di Sky

La testimonianza di un giovane pratese che lavora in Belgio come cuoco in un ristorante. Ore di ansia per la madre che non sapeva da quale aeroporto fosse decollato il figlio

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PRATO. E' stata una mattinata da incubo. Di quelle che ricorderà per sempre. Marta Benedetti stava accompagnando il marito in aeroporto a Firenze. In auto, accende la radio e sente quanto è successo a Bruxelles, degli attacchi terroristici all'aeroporto di Zaventem. Il figlio, Alessio, stava rientrando in Italia ma non aveva detto da quale aeroporto della città sarebbe partito. La mente di Marta si è annebbiata. Momenti di panico, fin quando riesce a mettersi in contatto col figlio che è atterrato, sano e salvo, al "Galileo Galilei" di Pisa. Alessio non era, per fortuna, allo scalo internazionale di Zaventem ma a quello di Charleroi. Sta bene e ha saputo della tragedia solo poco prima di atterrare in Italia mentre era in volo. Alessio Ricci, 22 anni pratese, vive a Bruges da poche settimane (si è trasferito l'8 marzo). Lavora in un ristorante e fa il cuoco. Da giorni aveva programmato il rientro a Prato per le vacanze pasquali. Avvisa, dunque, i genitori del rientro ma non dice loro da che aeroporto avrebbe preso l'aereo. Alessio quando è partito dal Belgio non sapeva niente di quanto fosse successo.

"Alle 3 stanotte - racconta il giovane - sono uscito di casa per raggiungere l'aeroporto di Charleroi dove sono arrivato poco prima delle 6. Alle 7 era programmato il volo. Ma a causa dei controlli serratissimi la partenza è slittata di circa 40 minuti. Ognuno di noi passeggeri è stato passato al setaccio prima di farci imbarcare. La tensione c'era - ammette - si respirava nell'aria. Ma è così sempre, non solo questa mattina. Solo in volo ci hanno dato l'annuncio di quanto era successo e alle 8,50 sono atterrato a Pisa. Dove i poliziotti presenti erano una manciata, niente a che vedere con il dispiegamento di forze a Charleroi".

Insieme ad Alessio è rientrato anche un altro ragazzo di Pistoia che lavora nello stesso locale a Bruges. Una volta a Pisa e accesso il cellulare, il ragazzo si è trovato invaso di messaggi. Erano gli avvisi delle telefonate della mamma in primis e dei parenti che volevano sapere come stava. Così ha avvisato immediatamente la madre per rassicurarla. Alessio ora farà le vacanze di Pasqua a Prato con i genitori, poi la settimana prossima rientrerà a Bruges. "Non so se tornerò in aereo - termina - forse andrò in auto. Su non è come da noi, i controlli ci sono e questo comporta delle lungaggini. Oppure se scelgo l'aereo atterrerò ad Anversa".

 

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