Il presidio
Per La Carta dei diritti del lavoro 160 assemblee, migliaia di “sì”
Prato, terminata la campagna informativa Cgil sul nuovo statuto dei lavoratori che, dopo la raccolta di firme, diventerà un disegno di legge di iniziativa popolare
PRATO. «E’ giusto che la maternità sia messa in discussione? E il riposo settimanale? E’ giusto che ci siano persone, anche autonome, che lavorano trenta giorni di fila? Noi pensiamo di no. In particolare sul lavoro, determinati diritti sono di rango costituzionale».
Ed è per questo che Alessandro Fabbrizzi, segretario Cgil, Giancarlo Targioni, segretario organizzativo della Camera del Lavoro e Nunzio Martino responsabile del commercio e via via tutti i segretari dei diversi settori, tessili, piuttosto che edile, hanno concluso la mattina di sabato 19 marzo, con un assemblea dedicata ai lavoratori delle mense tenuta nella sede di piazza Mercatale, la campagna informativa sulla Carta dei diritti universali del lavoro, una sorta di nuovo statuto dei lavoratori.
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.13155737:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.13155737:1652174027/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Un’iniziativa della Cgil nazionale che «punta a ridare tutela - spiega Fabrizzi - a tutte, nessuna esclusa, le figure del mercato del lavoro, indipendentemente dal tipo di contratto che hanno, uniformando una serie di diritti imprescindibili».
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.13155747:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/bisogna-ridare-diritti-e-tutele-a-tutti-i-lavoratori/58768/60035]]
La campagna iniziata a Prato già dallo scorso gennaio si è sviluppata con oltre 160 assemblee, molte delle quali convocate nei posti di lavoro, con l’obiettivo di coinvolgere il maggior numero possibile dei 28.000 iscritti al sindacato e con almeno 5.000, se non di più, votazione a favore della Carta. «Il passo successivo - precisa Targioni - è far partire una raccolta di firme per presentare un disegno di legge di iniziativa popolare per il quale occorrono minimo 50.000 adesioni ma che noi speriamo siano molte, molte di più. Ed è per questo che quando la raccolta partirà (questione di settimane ndr) inviato tutti a sottoscriverla».
La Cgil di Prato è chiara su un punto: «Non si tratta andare contro il Jobs Act o ripristinare l’articolo 18 - sottolineano Fabbrizzi e Targioni - è la presa di coscienza che la realtà del lavoro è cambiata e che oggi più che mai è necessario riportare in capo al singolo lavoratore il concetto di tutela e di diritto».
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.13155749:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/l-obiettivo-e-creare-una-carta-costituzion-dei-diritti-del-lavoro/58769/60036]]
Ed è Giovanni Santi, segretario Nidil (nuove identità del mondo del lavoro) a precisare inoltre che «la Carta punta a equiparare i diritti per i lavoratori stabili e quelli meno strutturati con l’obiettivo di creare una sorta di dettato dei diritti costituzionali del lavoratore che prescinda da inquadramenti e generi. Il contrario di ciò che è accaduto con il Jobs Act». Tre i capisaldi della Carta: l’affermazione dei diritti in capo al lavoratore, il valore della contrattazione e la riscrittura dei contratti di lavoro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
