Il Tirreno

Prato

Rito del sale: provvedimenti disciplinari per gli studenti

Il rito del sale a Viareggio
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Il rito del sale a Viareggio

Prato, il preside dell'istituto Cicognini-Rodari Mario Di Carlo ha inviato una lettere alle famiglie annunciando ricadute sul voto di condotta

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PRATO. Monta ancora la tensione all'istituto psicopedagogico Cicognini-Rodari di Prato: genitori da una parte, preside e professori dall'altra, sono ai ferri corti per il rito dei 100 giorni dall'esame: gli alunni delle scuole medie superiori alle prese con l'esame di maturità, si recano al mare a Viareggio per esorcizzare la paura del test di fine anno scolastico, qui lanciano il sale in mare e scrivono la votazione d'esame desiderata sulla sabbia. Un rito di condivisione collettiva che è diventato moda, da anni, ma non è mai stato accettato dai professori e dai presidi. E regolarmente ritornano le polemiche. Da una parte gli alunni chiedono che il rito non venga considerato un giorno di assenza, dall'altra i professori, condannano la perdita di ore di lezione, per di più in momenti essenziali dell'anno.

Al Rodari il dirigente scolastico Mario Di Carlo col supporto dei docenti ha spedito una circolare via mail a tutte le famiglie e ha condannato duramente l'assenza. I genitori non ci stanno: "Ci pare eccessivo il comportamento della scuola -dicono in una nota i genitori del Rodari- nella mail ci hanno richiamato alle nostre responsabilità di padri e di madri, secondo loro avremmo permesso e promosso un'assenza grave come quella del rito del sale, ma non si tratta altro che di un gioco ormai in uso da tempo per stemperare la tensione in vista della maturità -continuano i genitori del Rodari- non riusciamo a capire perchè due pesi e due misure".

E il riferimento va alla festa di Carnevale, che si tiene in maschera a scuola con il beneplacito della dirigenza scolastica: "Quello è un momento di condivisione istituzionalizzato dalla stessa scuola e non sono sorte polemiche -dicono i genitori- adesso addirittura si minacciano i ragazzi che hanno partecipato al rito dei cento giorni, ventilando penalizzazioni sulla valutazione finale del voto di condotta, ci pare un comportamento ingiustamente severo".

La missiva, a firma del preside Mario Di Carlo ma condivisa dalla maggioranza dei professori del Rodari, sottolinea l'irresponsabilità del rito del sale: "Si tratta di un gesto propiziatorio tanto sciocco quanto dannoso all'attività scolastica -ha scritto il preside nella circolare- gettare il sale in mare attribuendo chissà quale valore all'evento, in vista ovviamente dell'esame di stato, sarebbe molto più utile uno studio ed un impegno costante. Gli insegnanti sono tenuti a tenere conto di questo deplorevole comportamento ai fini dell'assegnazione del voto di condotta". Un po' troppo rigido e severo a detta dei genitori. Si potrebbe chiudere un occhio. Occhio al sale e al salmastro.

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