Il Tirreno

Prato

Si accendono i riflettori e scatta l'effetto Mediaset

di Paolo Nencioni
Il servizio di "Striscia la notizia" sui taxi abusivi cinesi
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Il servizio di "Striscia la notizia" sui taxi abusivi cinesi

Le telecamere e le troupe di Cologno Monzese sono ormai di casa a Prato, ma quelli di “Striscia” spiegano: "Non ce l’abbiamo col sindaco Biffoni"

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PRATO. Quando si accendono i riflettori, qualcosa succede. O meglio, qualcosa era già successo, ma il problema torna alla ribalta e qualcuno decide di cercare una soluzione che probabilmente poteva essere trovata prima. Chiamiamolo pure effetto Mediaset: è la conseguenza di una inedita attenzione verso la città di Prato da parte delle emittenti di Silvio Berlusconi. I lettori più attenti se ne saranno certamente già accorti, ma vale la pena di fare due conti. Dall'ottobre 2014 le telecamere del Tg satirico di Canale 5 "Striscia la notizia" sono venute a Prato ben sei volte, altre due volte è toccato alle "Iene" di Italia 1, senza contare i collegamenti di "Quinta colonna", il programma condotto da Paolo Del Debbio su Rete 4.

Qualcuno ci ha visto una sorta di accanimento in coincidenza col ritorno alla guida del Comune di una giunta di centrosinistra, dopo la parentesi della giunta di centrodestra guidata da Roberto Cenni. La tesi si fonderebbe sul fatto che spesso i servizi di "Striscia" o delle "Iene" mettono in imbarazzo gli amministratori. E' successo certamente il 19 ottobre 2015 in occasione del servizio di "Striscia" sulla prostituzione cinese di piazza Mercatale, problema ben noto che almeno due diverse giunte avevano provato a risolvere senza particolare successo. In quel caso c’è stato anche un incidente diplomatico, visto che nel corpo del servizio è stata proposta un’intervista al sindaco Matteo Biffoni che in realtà risaliva a nove mesi prima ed era stata rilasciata in un altro contesto. È seguita quindi un’intervista semi-riparatrice e soprattutto ben altre cinque incursioni di "Striscia" e "Iene" in soli quattro mesi, tanto che si è pensato che quelli di Cologno Monzese se la fossero legata al dito e avessero deciso di farla scontare al sindaco Biffoni.

In realtà il via vai di telecamere Mediaset a Prato si può spiegare anche in un altro modo. Da quest’anno, per esempio, "Striscia" ha un'inviata in Toscana, Chiara Squaglia, e dalla redazione del Tg satirico spiegano che è normale che proponga un numero maggiore di servizi. «Ogni giorno riceviamo una valanga di segnalazioni - dicono quelli di "Striscia" - Le vagliamo e decidiamo quali ci possono interessare. Di solito poi quando si fa un servizio su una città, arrivano altre segnalazioni, è un fenomeno che si autoalimenta. Non ci sono assolutamente motivi politici dietro alla scelta di fare un servizio su Prato».

Di sicuro c'è un effetto Mediaset sulle istituzioni. Dopo il servizio sulle lucciole cinesi in piazza Mercatale è stata fatta l'operazione "Piazza pulita" (le cui indagini però erano iniziate prima). Dopo il servizio delle "Iene" sullo spaccio in centro si sono mobilitate tutte le forze dell'ordine e ora non passa giorno senza che uno spacciatore non venga arrestato. Dopo il servizio di "Striscia" sui taxi cinesi abusivi (ma prima che andasse in onda) la polizia stradale ne ha fermati tre. Tutte cose che i giornali locali, tra cui il nostro, hanno più volte raccontato, ma evidentemente quando si accendono i riflettori, qualcuno a Roma si sveglia. «D'altra parte è un po’ la nostra missione - dicono quelli di "Striscia" - Non vogliamo fare solo spettacolo, vogliamo anche favorire soluzioni, insomma dare una sveglia quando ce n'è bisogno».
 

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