Il magistrato Sangermano: "Il Tribunale di Prato è un grido di dolore"
Il pm dice la sua sulla situazione della giustizia dopo l'elezione nel Comitato centrale dell'Associazione nazionale magistrati
PRATO. Antonio Sangermano, sostituto procuratore della Repubblica di Prato e noto in Italia per essere stato il pm del processo Ruby a fianco di Ilda Boccassini è stato eletto del Comitato direttivo centrale dell'Associazione nazionale magistrati. Un'elezione prestigiosa arrivata con 431 voti e con un buon risultato per la componente, Unicost, con cui il sostituto procuratore era candidato.
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"Intendo portare il mio impegno nelle sedi competenti - ha commentato Sangermano - in modo che vi sia una sempre e più sensibile attenzione sul tema di merito dei provvedimenti legislativi quando li riteniamo non condivisibili e molti non lo sono: responsabilità civile dei magistrati, strumentalizzazione fatta sulle ferie, i progetti di legge al vaglio del parlamento in materia processuale e ordinamentale che non ci convincono e che rischiano di avere un impatto devastante sull'autonomia dei magistrati. Il nostro sarà un impegno serio rigoroso senza sudditanza nel governo e senza conflitti di interesse di alcun genere. Rigore, apertura al dialogo ma massima fermezza".
"Aggiungo - continua il magistrato - che i magistrati non debbono fare politica, a mio parere a nessun livello, ma rivendico il nostro diritto di fare politica a livello associativo e sindacale"
Un'elezione che ha fatto parlare Sangermano anche della situazione di Prato. "Intento sostenere con forza le ragioni del territorio di Prato. E un grido di dolore, non esiste un metal detector a differenza degli altri tribunali toscani, Abbiamo un solo ascensore che funziona su tre, abbiamo avuto due allarmi bomba con un episodio in particolare inquietante. E poi un deficit di personale amministrativo enorme sia in procura sia in tribunale: Prato continua a essere trattata in maniera non adeguata alle esigenze e alle problematiche del suo territorio, in particolare riguardo a quelle criminologiche"
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