Ispettrice Asl, revocati gli arresti domiciliari
La donna accusata di concussione ha risposto punto per punto alle domande del giudice negando di aver preso una mazzetta da 500 euro da un'imprenditrice cinese nell'ambito del progetto "Lavoro sicuro"
PRATO. E’ tornata in libertà Tatiana Tarantino, l’ispettrice dell’Asl accusata di concussione in concorso con il collega Massimiliano Guarnieri che adesso si trova agli arresti. Dopo un lungo interrogatorio, andato avanti per circa cinque ore davanti al giudice Francesco Pallini su richiesta del procuratore Antonio Sangermanoè stata concessa all'ispettrice del dipartimento di prevenzione la revoca degli arresti domiciliari in virtù del comportamento collaborativo della donna che, tra l'altro, si è dichiarata estranea ai fatti a lei imputati.
L’ispettrice ha risposto a tutte le domande negando di aver preso una mazzetta da 500 euro da una imprenditrice cinese a seguito di un controllo nell’ambito del progetto finanziato dalla Regione Toscana “Lavoro Sicuro” e avrebbe risposto anche, punto per punto, entrando nel dettaglio delle intercettazioni. Accompagnata dall’avvocato Davide Pucci è stato quindi ritenuto non ci fossero più quindi le esigenze cautelari.
In base a quanto avrebbe riferito al giudice, Tarantino sarebbe venuta a conoscenza dei fatti imputati al collega solamente a novembre durante la prima fase dell’indagine che aveva coinvolto il collega accusato (lui si è avvalso della facoltà di non rispondere) di aver intascato mazzette che oscillavano dai 500 ai 5000 euro.
Dall’interrogatorio sono anche emersi nuovi spunti su cui la procura avvierà ulteriori indagini.
Nessuno dei quattro confezionisti che, secondo quanto emerso dall’indagine condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata da Sangermano, avrebbero pagato l’ispettore in cambio di controlli più morbidi aveva denunciato. Sono stati i finanzieri a contattarli e a quel punto hanno confermato i sospetti degli inquirenti. Un atteggiamento che aveva fatto parlare il procuratore capo Nicolosi di “Prato come terreno fertile per le pratiche corruttive”.
(ir)
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