Il Tirreno

Prato

Quasi quattrocento donne vittime di maltrattamenti

Camilla Bernacchioni
Quasi quattrocento donne vittime di maltrattamenti

Audizione del Centro antiviolenza La Nara davanti alla commissione 5 «Impegnarsi di più nelle scuole e occuparsi del reinserimento lavorativo»

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PRATO. Sono 380 le donne del territorio pratese seguite dal Centro antiviolenza La Nara nel 2015. Di queste più della metà sono nuove. Non alle violenze e ai maltrattamenti di mariti o ex, compagni e fidanzati dai quali subiscono maltrattamenti fisici, pressioni psicologiche, stalking e molestie. Finché non trovano aiuto o meglio la forza di chiedere aiuto e arrivano alla Nara che da vent’anni (nel 2017) aiuta le donne vittime di violenza con servizi che vanno dall’assistenza legale a quella psicologica, a una casa- rifugio. Le 212 nuove donne accolte hanno per la maggior parte tra i 40 e 49 anni (31,1%) e tra 30 e 39 anni (24%), 5 le minorenni. Quasi il 67% risiede a Prato, il 15% in provincia. Il 71% è italiano, il 30% straniero. Le donne sposate rappresentano il 41,5%, il 16,6 % sono divorziate o sperate, il 15 % convive. Sono soprattutto dipendenti con contratto a tempo indeterminato (36,7%) o disoccupate (36,3%).

Dati che fanno riflettere anche se in lieve diminuzione come ha spiegato Loredana Dragoni coordinatrice del centro La Nara nell’audizione in commissione 5 (politiche sociali) del Comune dove, con la psicologa del centro antiviolenza Laura Cecconi, ha lanciato un appello: «la diminuzione dei numeri crediamo sia dovuta alla maggiore sensibilizzazione e alla presenza degli sportelli diffusi sul territorio ma il vero cambiamento, che ancora manca, è a livello culturale e su questo bisogna continuare a lavorare». Cosa che La Nara ha già iniziato da tempo attraverso le scuole: «E’ uno degli obiettivi del 2016 ampliare l’attività con le scuole a partire dalle elementari oltre alle superiori – ha aggiunto Dragoni – non è un caso che dalle scuole ci arrivino tante madri inviate proprio dai loro figli». Dopo l’esperienza positiva di Montemurlo, a breve partiranno 30 laboratori anche nelle scuole medie di Prato su diritti e stereotipi: «E’ importante educare al rispetto delle donne e alla parità di genere per questo il prossimo anno contiamo di iniziare con l’attività alle elementari».

Anche la crisi economica e la disoccupazione non aiutano: «Stiamo lavorando per creare un polo di laboratori – ha proseguito Dragoni – per esempio di sartoria e piccole riparazioni per creare dei percorsi di reinserimento lavorativo per le donne che seguiamo». In commissione la coordinatrice ha colto l'occasione per chiedere un supporto per quanto riguarda gli alloggi: «Il Comune magari ha stanze o immobili disponibili, come Centro abbiamo 8 posti nella casa rifugio che non bastano più e soprattutto vorremo trovare un altro spazio che potrebbe essere un luogo dove andare appena uscite dalla casa-rifugio, una casa dove queste donne possano ricominciare piano piano a vivere». Appello raccolto dalla commissione che si è chiusa con il presidente Gabriele Alberti (Pd) che ha invitato La Nara a un prossimo incontro con l’assessore all’urbanistica Valerio Barberis.

 

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