Italia
Jobs act, preoccupazione per la fine degli incentivi
PRATO. Il Jobs act è uno dei provvedimenti più discussi del governo Renzi e se n'è parlato anche in città, con l'intervento di Edoardo Fanucci, parlamentare Pd e vicepresidente commissione bilancio....
PRATO. Il Jobs act è uno dei provvedimenti più discussi del governo Renzi e se n'è parlato anche in città, con l'intervento di Edoardo Fanucci, parlamentare Pd e vicepresidente commissione bilancio. Gli effetti della legge sulle fasce storicamente escluse dall'occupazione stabile, giovani e donne, sembrerebbero confermarsi. E a Prato, anche il quarto trimestre 2015 vedrebbe ripetersi l'andamento già fotografato nel terzo trimestre dall'osservatorio della Fil, con il mercato del lavoro caratterizzato dall'incremento di contratti a tempo indeterminato per circa la metà degli avviamenti complessivi: «Una battaglia sacrosanta non solo per l'assunzione dei precari ma anche per l'inserimento lavorativo di chi era fuori» commenta il segretario del Pd pratese Gabriele Bosi. Ma la riflessione organizzata a palazzo Buonamici da Andrea Dominijanni di Adesso Prato con la moderazione dell'ex consigliere regionale Rudi Russo, ha svelato al contempo criticità e questioni da chiarire. E i rappresentanti locali dell'Arci lanciano l'allarme per la chiusura, prevista dal Jobs act, dei contratti di associazione e partecipazione, che allo stato regolano la grande maggioranza dei rapporti di lavoro nei circoli. Mario Bensi, presidente della Casa del popolo di Coiano, aggiunge una preoccupazione: «Ho assunto con contratto a tempo indeterminato due persone, ma il rischio è che sia costretto a mandarli via tra 3 anni, quando scadranno gli incentivi per le assunzioni». Una paura che riflette un interrogativo diffuso, interpretato anche da Alessandro Bensi, presidente del Consiglio dei consulenti del lavoro: «Al termine degli incentivi gli imprenditori potrebbero essere invogliati a ritornare ai contratti a tempo determinato». L'obiettivo del governo secondo Edoardo Fanucci è rendere sistematico il taglio sul costo del lavoro: «Abbiamo cominciato dalla riduzione dell'Irap, poi è arrivato il Jobs act che ha ridato speranza ai giovani -dice Fanucci- adesso dobbiamo alleggerire il carico fiscale generale sulle imprese, lo faremo accelerando le riforme, facendo vincere il referendum costituzionale di ottobre, riducendo gli sprechi di una spesa statale impazzita». Ma tra le idee del governo c'è sempre l'introduzione della web-tax per i colossi multinazionali della rete, un metodo per ottenere risorse da mettere sul taglio delle tasse.
Vittorio Vannucci
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