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Prato

In piazza Lippi si festeggia «Ma restiamo in guardia»

In piazza Lippi si festeggia «Ma restiamo in guardia»

Residenti, comitati e commercianti brindano dopo la chiusura del mini-market e si pensa a una Festa della primavera: «Ora tocca a noi far vivere questa zona»

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PRATO. Cin cin contro il degrado. E’ qui la festa del popolo di comitati, residenti e commercianti in quello che, tra via de’ Tintori e piazza Lippi, appare subito come un sabato mattina di shopping diverso dal solito. Non si vede più l’ombra di uno spacciatore nei paraggi dell’Igho Market chiuso venerdì scorso dal Comune: quanto basta per stappare una bottiglia di spumante dopo la fine di un incubo, almeno in questa zona. Brindisi, sorrisi e abbracci: a fine mattinata, tra i banchi dell’ortofrutta “Taiti” e quelli del pescivendolo si sono radunati alcuni rappresentanti dei comitati “Quelli di piazza Ciardi” e “Condominio Lippi”, dei gruppi Facebook “Sei di Prato se” e “Prato si ribella a qualsiasi sistema di illegalità”.

Due settimane fa erano insieme, fianco a fianco in piazza Duomo, durante il sit in di protesta organizzato dai due gruppi che sul social network contano circa 20mila iscritti. E una settimana ancora prima il filmato de “Le Iene” aveva messo a nudo la drammatica realtà di una Prato in balia di droga e spaccio di fronte a milioni e milioni di telespettatori. «Prima ”Le Iene” e poi la manifestazione dei cittadini - fanno notare Francesca Cadeddu e Alessandro Bonacchi, rispettivamente amministratore dei gruppi “Prato si ribella a qualsiasi sistema di illegalità” e “Sei di Prato se” - hanno dato una scossa anche se siamo consapevoli che la chiusura del market della droga rappresenti solo un primo passo. L’intervento del Comune, ricordiamolo, è arrivato dopo una lunga sequenza di esposti, presidi e segnalazioni da parte dei cittadini. Oggi comunque siamo qui per portare la nostra vicinanza a residenti e commercianti con cui abbiamo manifestato fianco a fianco: una bella esperienza di partecipazione attiva». Sguardi distesi e voglia di guardare al futuro: quel brindisi, fanno intendere i presenti, suggella la continuità e la costanza di un impegno civico nato spontaneamente, un movimento tutto dal basso. E ora più che mai non è il momento di abbassare la guardia. «Guai a suonare il “cessato allarme”, adesso tocca a noi far vivere questo del centro storico», sottolinea la commerciante Patrizia Ferraboschi, la “pasionaria” di via de’ Tintori. Le fa eco il collega Riccardo Taiti che ha il banco dell’ortofrutta sotto le logge: «Ora sta a noi mostrarci propositivi nei confronti dell’amministrazione». Un’ipotesi potrebbe essere quella di organizzare una “Festa della primavera” tra aprile e maggio coinvolgendo anche le associazioni di categoria. Fiorisce lo spirito d’iniziativa dei commercianti: con la bella stagione che bussa alla porta diventa anche più facile farsi venire idee. In realtà, sembra solo che il pericolo droga si sia spostato. «Ho già avuto segnalazioni di overdose tra piazza Sant’Agostino e piazza San Domenico», racconta Domenico Salerno di “Mia Macelleria” .

Maria Lardara

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