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Prato

Milone si scusa e Rossi ritira la querela

Milone durante una performance contro Rossi
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Milone durante una performance contro Rossi

Il consigliere comunale ha scritto al presidente della Regione sostenendo che non era sua intenzione offenderlo personalmente quando si disse preoccupato per le sue condizioni mentali: "Si trattava di un normale confronto politico"

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PRATO. Si è chiusa davanti al giudice del Tribunale di Prato la querelle giudiziaria tra il consigliere di Prato Libera e Sicura Aldo Milone e il presidente della Regione Enrico Rossi. "La remissione della querela da parte del presidente Rossi - spiega Aldo Milone in una nota - è avvenuta con una lettera di chiarimento dello scrivente dell'espressione che utilizzai nei suoi confronti e riportata dal sito di un giornale locale". La frase incriminata, contenuta in un'intervista datata 28 aprile 2014 era la seguente: "In dieci giorni è passato dal sostenere i controlli contro l'illegalità cinese alla proposta di dare la cittadinanza ai cinesi. Fossi in lui sarei preoccupato per le sue condizioni mentali".

"Ovviamente quell'espressione - specifica Milone, difeso dall'avvocato Manuele Ciappi - rientrava in un normale dibattito politico e non voleva assolutamente offendere la reputazione personale, come ho chiarito nella lettera. Tra l'altro, sempre nella medesima missiva, facevo presente che lo stesso presidente Rossi aveva, in data 19 gennaio 2014, rilasciato un'intervista ad alcuni quotidiani locali sul nuovo nosocomio Santo Stefano qualificando gli esponenti di centrodestra come dei "trogloditi" perchè evidenziavano le criticità del nuovo ospedale Santo Stefano. In quell'occasione, antecedente alla mia predetta intervista, nessun esponente del centrodestra aveva fatto querela e aveva fatto rientrare il tutto in un normale dibattito politico. Mi auguro che in futuro non ci si debba sempre rivolgere ad un giudice per ogni espressione, anche se un po' forte, che rientra in un normale dibattito politico".

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