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Meningite, 68.000 vaccini in arrivo a Prato e Pistoia

Meningite, 68.000 vaccini in arrivo a Prato e Pistoia

E al Giovannini nascerà l’ambulatorio dedicato alla prevenzione: 18 medici tre giorni alla settimana. L’assessore regionale Saccardi: «L’epidemia non c’è»

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PRATO. La Regione Toscana ha prenotato 68.229 vaccini, di cui 32 mila saranno destinati a Prato e 36 mila Pistoia. Un numero che, secondo le stime, dovrebbe coprire il fabbisogno di richieste di febbraio e marzo. Entro la fine del mese nella palazzine E al Giovannini (la sede della guardia medica), sarà inoltre attivato un ambulatorio dedicato unicamente alle vaccinazioni e sarà aperto tre pomeriggi alla settimana, per tre ore al giorno. Il bando, che prevede la presenza di almeno 18 medici, sarà in pubblicazione la prossima settimana. Sono le novità per far fronte all’emergenza miningite. Ma non basta: sul fronte delle prenotazioni, dai primi di marzo, verrà istituito un numero unico di Cup valido per tutti gli abitanti de territorio dell' Ausl Toscana Centro e ci si potrà vaccinare in qualsiasi presidio di Prato, Pistoia, Firenze e Empoli. Per ora non è ancora effettivo il servizio gratuito per gli over 45 ma lo sarà - così pare - da martedì prossimo dopo che il consiglio regionale avrà approvato da delibera che amplia la gratuità delle dosi. Nessuna rassicurazione, invece, per l' approvvigionamento alle farmacie. «Sul fronte del personale - ha annunciato l'assessore regionale alla sanità Stefania Saccarsi, ieri in visita a Prato – non servono nuove assunzioni. Spero che i medici di medicina generale raccolgano l'appello del presidente dell' ordine ad aderire alla campagna vaccini. Abbiamo comunque avuto la disponibilità delle associazioni di volontariato che, se ci sarà bisogno, coinvolgeremo. Non stiamo vivendo un' epidemia, quindi invito tutti a non prendere d'assalto i Cup. La campagna, che dura dall' aprile 2015, andrà avanti ancora. Il nostro obiettivo è di vaccinare 1,5 milioni di persone». La maggior parte dei vaccini è stata acquistata in Italia, bloccando anche 100mila dosi destinate al mercato francese, i rimanenti sono stati comprati all' estero. In parallelo alla campagna di prevenzione continuano anche gli studi sul batterio del meningococco C. «Stiamo concludendo l'iter con i cinque comitati etici dell' Ausl – ha spiegato Saccarsi – per effettuare il tampone faringeo a chi si sottoporrà al vaccino. Il paziente può, ovviamente rifiutarsi, ma è un esame importante per studiarere meglio la malattia». Si tratta di una procedura semplice, veloce e indolore: tramite un bastoncino con in fondo del cotone (simile a un cotton fioc), il medico preleva una quantità di muco presente in gola toccando le tonsille.

L'emergenza meningite è sicuramente la priorità sanitaria a Prato, ma restano il problema dell'insufficienza del pronto soccorso del Santo Stefano, l'utilizzo dei 12 milioni di euro realizzati dalla vendita del Misericordia e Dolce e quello dell’uso dei 9000 metri quadrati di proprietà dell' Ausl nell'area del vecchio ospedale. «Sono venuta a Prato – ha spiegato Saccardi – per capire le criticità del sistema sanitario, quelle dell' ospedale, ma anche per verificare quale siano le eccellenze, che saranno mantenute anche nella riorganizzazione dei servizi». Al seguito di Saccardi anche il futuro direttore del Santo Stefano Mauro Del Noto, ex direttore danitario dell’Asl di Massa e Carrara e del Policlinico Umberto I di Roma, e il consigliere regionale del Pd Nicola Ciolini. «Siamo riusciti ad ottenere 500 mila euro per la riorganizzazione del pronto soccorso, 3,5 milioni destinati al territorio – ha spiegato Ciolini- sicuramente buoni risultati, ma ora bisogna andare avanti».

Alessandra Agrati

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