Il presidio
Il fratello scrive: «La giustizia non suscita la gogna»
“Andata, caduta e ritorno” è il titolo della piece teatrale ispirata alla biografia di Francesco Nuti, che è un po’ la sintesi di una vita difficile. A partire dal 2003, quando Nuti chiama i pompieri...
“Andata, caduta e ritorno” è il titolo della piece teatrale ispirata alla biografia di Francesco Nuti, che è un po’ la sintesi di una vita difficile.
A partire dal 2003, quando Nuti chiama i pompieri per un malore. Seguono anni di depressioni, cure, annunci di suicidio e problemi di alcolismo. Arriva poi il ricovero nel settembre 2006 al Policlinico di Roma, a causa di un ematoma cranico dovuto a un mai chiarito incidente domestico. Nuti uscirà dal coma dopo un paio di mesi ma non riuscirà a recuperare l’uso delle gambe e continuerà ad avere difficoltà ad esprimersi. Per questo gli viene affiancato un badante.
Ieri i familiari di Nuti hanno scelto di non commentare l’indagine della Procura. L’unico commento è apparso sul profilo Facebook di Giovanni Nuti, il fratello che ha condiviso con Francesco gli anni belli e quelli brutti.
“La giustizia è silenziosa. Avanza con prudenza - ha scritto Giovanni Nuti - Si pronuncia quando la verità è raggiunta oltre ogni ragionevole dubbio. Soprattutto la giustizia non invoca mai la piazza, non suscita mai la gogna”.
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