Il Tirreno

Prato

Le trappole del web: i consigli della Polizia agli studenti pratesi

di Azelio Biagioni
Le trappole del web: i consigli della Polizia agli studenti pratesi

In piazza S. Francesco a Prato ha fatto tappa “Una vita da social”. Presenti come testimonial Giovanni Galli e Edoardo Nesi

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PRATO. Ha fatto tappa anche a Prato, in piazza San Francesco, la campagna educativa itinerante “Una vita da social” organizzata dalla Polizia di Stato e dal Miur. Un truck con un’aula didattica multimediale dove operatori della Polizia postale hanno spiegato, nella giornata di giovedì, come difendersi dai pericoli che corrono in rete, in particolare sui social. Alunni di diverse scuole si sono stati il cambio per seguire i vari suggerimenti e su come stare in guardia. Testimonial dell’evento a Prato l’ex portiere Giovanni Galli e lo scrittore e politico Edoardo Nesi.

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«Questa campagna itinerante verte sulla sicurezza informatica – spiega Elena Pompò dirigente del compartimento toscano della Polizia postale – Vogliamo offrire consigli ai giovani ma anche agli adulti su una rete internet più consapevole e questo attraverso la prevenzione. Uno dei principali problemi che corre sul web è quello del cyberbullismo. Spesso – prosegue Pompò - i giovani forniscono i loro dati in maniera imprudente perché pensano di essere al sicuro dietro un monitor e questo porta all’adescamento da parte di pedofili che sono in rete e che si nascondo dietro false identità».

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Gianluca Massettini, funzionario della Polizia postale, aggiunge che l’altro pericolo è quello delle estorsioni sessuali ai giovanissimi ma anche agli adulti oltre alle varie truffe telematiche. «C’è un approccio poco consapevole – spiega - e quando i giovani si trovano in difficoltà sul web non chiedono aiuto ai genitori o ai loro docenti ma cercano di risolvere la questione da loro, tenendosi tutto dentro. Cosa che può portare a situazioni tragiche. I genitori a volte hanno scarsa conoscenza di questo mondo e lo scopo de ‘Una vita da social” è quello di prevenire. Anche quando il tour sarà concluso il progetto andrà avanti nelle scuole partendo dalla quarta elementare fino alle superiori, modulando gli incontri per fascia d’età. L’invito, inoltre, è quello di seguirci sulla pagina Facebook di ‘Una vita da social’».

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Le buone regole per una navigazione sicura, dunque, sono quelle di utilizzare reti certe, proteggere le informazioni personali, utilizzare i social network con prudenza e rispetto, segnalare eventuali contenuti illeciti. I ragazzi hanno seguito con attenzione la “lezione” da parte degli operatori della Polizia. E oltre alle insidie sul web corrono pure le offese.

«Spesso i giovani commettono reati senza rendersene conto come calunnie o ingiurie – spiega la professoressa Mila Mammoli che ha accompagnato una classe del Datini - La Polizia ha invitato a usare un linguaggio corretto, a stare attenti agli adescamenti, così come ai messaggi strani che possono arrivare».

Anche il questore Paolo Rossi ha portato il suo saluto. «Un tema di grande significato – ha sottolineato – perché riguarda il futuro. Internet è utilissimo ed è il futuro ma va usato nel modo giusto e non abusato. Spesso chi lo utilizza non sa a cosa va incontro. Ecco allora che i ragazzi vanno educati a farne buon uso, una tutela per le nostre future generazioni”.

“Incontro sempre volentieri i giovani – dice l’ex portiere Galli – Si parla di un argomento che non ha toccato la mia gioventù ed anche oggi non sono un frequentatore assiduo dei social. Ho subìto un’aggressione su Facebook, poi denunciata e finita lì. Ai ragazzi dico che hanno un grande talento e non devono disperderlo. Internet è un ottimo strumento che abbiamo a disposizione ma va usato come si deve. Nel mio caso – aggiunge Giovanni Galli - su Facebook ho ritrovato vecchi amici e compagni di squadra. I social non possono essere utilizzati per aggredire, la loro funzione è quella di comunicazione e informazione”. «E’ importante che i ragazzi siano educati a stare su internet – aggiunge Edoardo Nesi – e il modo con cui parlano sui social. Un argomento, dunque, da non prendere sottogamba».

 

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