Tribunale, avvocati e sindacato ai ferri corti
La Camera penale replica alla Cgil e ribadisce la contrarietà all’ipotesi di accorpamento con Firenze
PRATO. Sono sempre più tesi i rapporti tra gli avvocati penalisti e una parte del personale amministrativo del Tribunale. Dopo l'assemblea della scorsa settimana nella quale i penalisti hanno rilanciato l'allarme sulle carenze di organico sollecitando Tribunale e Procura a uno sforzo per garantire il diritto alla difesa, il presidente della Camera penale, Mauro Cini, replica alle affermazioni di Giovanni Iorio, segretario della Funzione pubblica Cgil, che invece rilancia l'ipotesi dell'accorpamento tra i Tribunali di Prato e Firenze.
«Evidentemente quanto scritto dal signor Iorio, con un livore comunque degno di miglior causa - scrive Cini - è dovuto, al solo scopo di ribadire la sua provocazione – ma forse a questo punto sarebbe meglio dire proposta – di sopprimere il Tribunale di Prato, accorpandolo con quello di Firenze. Se infatti si fossero almeno letti gli articoli pubblicati dai giornalisti presenti all’assemblea si sarebbe potuto verificare che tutti gli interventi hanno preso le mosse dalla genetica inadeguatezza della pianta organica dei magistrati e del personale amministrativo del Tribunale a soddisfare le esigenze della città dalle ancor più gravi e croniche sopravvenute “scoperture d’organico”. Seppur con modi e argomenti diversi, tutti coloro che hanno preso la parola hanno criticato la “sordità” del ministero e, più in generale, della politica. Il presidente della Camera Penale non ha lamentato l’assenza del personale o dei sindacati – che effettivamente ma coerentemente allo spirito dell’assemblea e del suo ordine del giorno, non erano stati invitati – ma ha registrato l’assenza della dirigente amministrativa, che invece era stata invitata a partecipare in uno con il presidente del Tribunale e il procuratore della Repubblica, che invece sono cortesemente intervenuti».
«Con la speranza di aver chiarito, ove ce ne fosse stato bisogno l’evidente fraintendimento cui è incorso Iorio e che comunque non giustificherebbe le espressioni irriguardose e gratuite utilizzate dallo stesso nel comunicato, vogliamo ancora credere che di frainteso si tratti e che si possa tutti collaborare per ottimizzare quanto meno le risorse esistenti».
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