Giusti: «Le aziende attive sono cresciute dello 0,5%»
Per il presidente della Camera di Commercio 2015 positivo con 150 attività in più Cresce l’agricoltura (3%), continua il calo del tessile (-1,5%), su il commercio (1,6%)
PRATO. Il distretto industriale non va male. Non troppo. «Nel 2015 abbiamo registrato uno 0,5% in più di imprese attive sul territorio rispetto all’anno precedente e per quest’anno ci aspettiamo un consolidamento. Sono segnali positivi che speriamo di confermare». Luca Giusti, presidente della Camera di Commercio, è moderatamente soddisfatto. Pochi entusiasmi, solo numeri, che sono poi quelli che servono e che regalano qualche sorpresa.
In numeri assoluti, la crescita delle aziende e dunque del lavoro dello 0,5% significa, circa 150 imprese in più sul territorio. Non tante, non poche. «Di queste la parte del leone l’ha fatta - prosegue Giusti - il settore agricoltura con un più 3%». Ed è appunto la sorpresa: un comparto, quello agricolo, che a Prato conta ormai 600 aziende attive. Il manifatturiero resta stabile a 8.200 imprese mentre continua la flessione - anche se rallenta - del tessile (meno 1,5%) e del settore edile (meno 1,48%). Segno più invece nel commercio (1,6%), nel settore ristoranti e alberghi (un altro 3%) e dei servizi (0,7%).
«Sono dati che mi fanno dare una valutazione positiva dell’andamento economico - prosegue Giusti - anche perché il settore trainante di Prato che resta il manifatturiero, sostanzialmente tiene mentre registriamo una certa vivacità nei settori dell’agricoltura e dell’accoglienza. E’ un quadro soddisfacente quindi anche dal punto di vista della diversificazione».
Discorso a parte per il tessile «che prosegue nel suo calo fisiologico - afferma il presidente della Camera di Commercio - provocato, in particolare, dalla cessazione di quella parte di imprese che hanno mancato l’appuntamento con riorganizzazione e innovazione». La Camera di Commercio sulla filiera tessile ha avviato uno studio approfondito «che ha coinvolto il 65% di imprenditori che operano nel settore contattati per avere un quadro completo della situazione».
Le risposte date dagli imprenditori vengono analizzate in queste settimane. «Sono però già emersi dati evidenti - conferma Giusti - che la filiera esiste ancora ed è completa anche se presenta delle strozzature, in particolare per quelle lavorazioni che restano stagionali e non più continuative. Quando il rapporto di filiera sarà completato toccherà alle associazioni di categoria valutare risultati e indicazioni e prendere decisioni».
Anche se i numeri verranno presentati a breve, è Giusti che conferma la marcia serrata dell’imprenditoria straniera che con le nuove aperture resta un passo avanti a quella italiana.
Un altro fattore che regala «fiducia, un termine importante e del quale abbiamo molto bisogno», è il crollo delle richiesta di cassa integrazione: «Nel primo trimestre dell’anno scorso - dice Giusti - sono diminuite del 73%, nel secondo (ultimi dati disponibili ndr) sono calate del 49. Questa forte contrazione ha due motivi di fondo - continua – la ripresa indiscutibile del lavoro e la cessazione di imprese decotte che hanno smesso di chiedere gli ammortizzatori sociali». Più imprese, più produzione, più lavoro: indicatori che messi uno dietro l’altro «ci portano ad affrontare il 2016 - conclude Giusti - con la volontà di consolidare il risultato».
Cristina Orsini
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