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Incendio distrugge la Com-Ital Plast di Montemurlo

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MONTEMURLO. Un incendio di vaste proporzioni è scoppiato nella serata di ieri nella zona industriale di Santorezzo, a Montemurlo. Le fiamme sono state segnalate in via dell'Artigianato intorno alle 19,40 e dal comando provinciale dei vigili del fuoco di via Paronese sono partite diverse squadre per domare il rogo. L'incendio ha interessato lo stabilimento della Com-Ital Plast, un'azienda che commercializza materie plastiche molto infiammabili. Per questo sono state allertate squadre anche dai comandi vicini dei vigili del fuoco.

La Com-Ital Plast è un'azienda, stando al sito Internet della società, che produce e commercializza polimeri termoplastici e la sua attività è iniziata nel 1971. Quello di Montemurlo è uno dei sei depositi regionali dell'azienda, che coprono una superficie totale, tra magazzini e uffici, di 34.100 metri quadri, di cui 18.200 coperti. A Montemurlo è una delle aziene più conosciute.

Secondo i primi accertamenti compiuti sul posto, a provocare l'incendio potrebbe essere stato il corto circuito nell'impianto elettrico di un carrello elevatore. In quel momento i dipendenti erano già usciti dal capannone. Sul posto anche il sindaco di Montemurlo, Mauro Lorenzini, e il vice sindaco Simone Calamai per seguire in tempo reale gli sviluppi dell'incendio anche dal punto di vista della salute pubblica. Nessuno ancora sa se dalle materie plastiche bruciate a causa dell'incendio possa essersi sprigionata qualche sostanza che potrebbe rivelarsi pericolosa per chi abita nelle vicinanze.

Il carabinieri confermano che l’incendio è scoppiato intorno alle 19,30 quando i dipendenti della Com-Ital Plast, tra cui figura anche la moglie dell’assessore all’Urbanistica Giorgio Perruccio, erano già usciti da circa un’ora. Al momento si propende per l’ipotesi dell’evento accidentale, forse provocato, come detto da un corto circuito. Le fiamme si sarebbero propagate dalla parte retrostante del complesso industriale, che è composto di più di un edificio, e avrebbero interessato sia la parte produttiva che quella degli uffici. Una larga porzione del tetto è crollata a causa del calore sviluppato dall’incendio. Un’altra voce sostiene invece che l’incendio si sia propagato dal centro del capannone,

Le operazioni dei vigili del fuoco non sono state semplici, anche perché il piazzale sul retro del capannone è stato trovato ingombro di pancali e ponteggi. Dal comando di Firenze è arrivata una cisterna da 30.000 litri e l’azione dei pompieri è riuscita a evitare che le fiamme si propagassero agli edifici adiacenti.

Oltre alle autocisterne, i vigili del fuoco hanno fatto intervenire anche un “carro aria” per rifornire le bombole collegate agli autorespiratori di chi era più vicino alle fiamme.

Il vice sindaco Calamai, rimasto sul posto fino a tarda ora, spiega che il Comune non ha ritenuto opportuno emanare un’ordinanza di evacuazione della zona perché le prime case sono relativamente distanti. I vigili del fuoco non sono ancora in grado di dire se le sostanze sprigionate nell’incendio siano tossiche, ma è una eventualità molto probabile perché la combustione dei polimeri termoplastici prodotti e stoccati a Montemurlo rischia di generare diossine.

Paolo Nencioni

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