Il Tirreno

Prato

Il giubileo di migranti porta in piazza la Befana multietnica

Azelio Biagioni
I Re Magi di tre continenti in piazza del Duomo (foto Batavia)
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I Re Magi di tre continenti in piazza del Duomo (foto Batavia)

Prato, danze africane, centurioni cinesi, Re Magi di tre continenti: una giornata voluta dalla diocesi all’insegna dell’integrazione

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PRATO. In occasione dell’Epifania la diocesi ha voluto celebrare il giubileo dei migranti. E questo non in un giorno qualunque; l’Epifania è la prima manifestazione di Gesù al mondo. Le comunità cattoliche presenti in città si sono, dunque, ritrovate per celebrare questa solennità dietro l’organizzazione di monsignor Santino Brunetti, vicario episcopale per gli immigrati e promotore della festa dei popoli che quest’anno diventa giubileo dei migranti in occasione dell’anno santo voluto da Papa Francesco.

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Nel pomeriggio di ieri le varie etnie cattoliche presenti nel territorio diocesano si sono ritrovate in piazza San Domenico per poi dirigersi in processione verso il Duomo dove il vescovo Franco Agostinelli ha celebrato la messa. C’erano rumeni, polacchi, cinesi, nigeriani, filippini e ucraini con i loro cappellani come il polacco don Andrea Dolba (parroco di Cafaggio) e il prete rumeno don Paolo Antaluzte (cappellano dell’ospedale). Anche il presepe vivente è partito da piazza San Domenico con due sacre famiglie, una cinese e una nigeriana.

E durante il suo saluto all’inizio della messa, monsignor Brunetti ha spiegato come, questa volta, altri popoli rappresentino in questa occasione Maria, Giuseppe e il Bambino Gesù. "Siamo tutti figli di Dio allo stesso modo" ha sottolineato il sacerdote. Durante il tragitto la comunità nigeriana ha intonato canti tipici del proprio paese. "A Prato è rappresentato un po’ il mondo per le varie etnie che ci sono - ha detto don Santino - Gesù ci abbraccia e ci rende tutti fratelli. Da molti anni a Prato anticipiamo la giornata mondiale del migrante e del rifugiato festeggiandola il 6 gennaio, per l’Epifania - ha aggiunto monsignor Santino Brunetti - ci sembra il momento più adatto, perché questo è il giorno della manifestazione di Dio a tutti i popoli, di ogni razza e di ogni cultura. In lui tutti possono riconoscersi figli dello stesso padre".

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Anche la celebrazione in Cattedrale è stata animata dai canti delle varie comunità presenti. Tanti anche gli italiani che hanno partecipato alla celebrazione eucaristica celebrata dal vescovo e concelebrata da monsignor Brunetti e da altri sacerdoti. In chiesa oltre alle due sacre famiglie anche i figuranti del presepe come i Re Magi. Terminata la celebrazione sul sagrato della Cattedrale all’interno di una capannuccia di legno si è svolta la scena del presente vivente dove alcuni pastori portavano con loro degli animali veri come una mucca e un asino. Quindi monsignor Franco Agostinelli ha benedetto i bimbi con la statua di Gesù Bambino.

Il vescovo: "E' come la tavolozza di un pittore". Nella sua omelia il vescovo di Prato Franco Agostinelli ha ricordato l’importanza della solennità dell’Epifania, di quando i Re Magi andarono ad adorare Gesù portando i loro doni, tutto quello che avevano. Prima, però, il presule si è soffermato sul giubileo dei migranti, questo appuntamento organizzato da monsignor Santino Brunetti. Il presule parla della bellezza di Prato paragondola a quella di un giardino dove ci sono diverse varietà di fiori che lo rendono appunto più bello.

"E’ come la tavolozza di un pittore – spiega il vescovo – E’ bella perché ricca di tanti colori. Così come la nostra città. Dove c’è l’unicità della diversità ed in chiesa – ha ricordato il vescovo durante l’omelia – spariscono le differenze che ci possono essere. Perché qui siamo ad accogliere il Signore. Tutti insieme. L’Epifania vuol dire manifestazione, la manifestazione di Gesù a tutto il mondo. Quel Gesù che riempie di senso tutto il nostro agire anche nei momenti più brutti e che ci aiuta sempre. E senza il Signore non potremmo avere futuro".

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