Italia
Muore a 31 anni l’allenatrice delle sincronette
Elisa Barzagli si è spenta dopo aver lottato a lungo contro la sua malattia. I funerali domani alle 10 alle Carceri
PRATO. Ha lottato contro un male che non gli ha dato tregua e a soli 31 anni, dopo una lunga malattia, Elisa Barzagli, dapprima atleta e poi allenatrice della Futura Club, la società di nuoto sincronizzato di Prato, se ne è andata. I funerali saranno celebrati domani alle 10 alla chiesa di Santa Maria della Pietà. «Per noi è una perdita incredibile - spiega Roberto Di Carlo, presidente della Futura Club I Cavalieri Prato - le sue condizioni erano peggiorate e in questa stagione non aveva ricominciato ad allenare. Lei seguiva la categorie delle più piccole come suo solito ma si dava sempre da fare, finchè ha potuto, e veniva sempre a trovare le ragazzine per dare consigli o semplicemente per vederle. Chiaramente in un giorno che dovrebbe essere di festa è arrivata questa triste notizia che ha messo la società sotto sopra. Il nostro cuore è pieno di tristezza perché abbiamo perso, oltre che una validissima collaboratrice, una carissima e amabile persona, senza di lei nulla sarà più come prima - prosegue Di Carlo - noi che abbiamo avuto il privilegio di conoscere Elisa, le sue qualità e la sua forza, proprio per il rispetto che gli dobbiamo, cercheremo di fare un modello del suo ricordo. Stiamo già pensando a qualcosa legato al suo nome e alla sua figura perché tutti le volevano bene». Chi la conosce bene è Elisa Baccichet : prima sono state compagne di squadra e poi amiche sia in vasca che nella vita, oltreché allenatrici delle nuove generazioni della Futura. «Elisa - la ricorda l’amica - era una persona straordinaria. Purtroppo ultimamente la sua malattia era peggiorata. Abbiamo gareggiato insieme per tanti anni e a Roma ai campionati assoluti di serie B, nel 2002, nella gara a squadre, abbiamo conquistato l'ottavo posto e nel libero combinato abbiamo raggiunto il sesto posto. Il team era molto affiatato e lei era senz'altro una delle più brave ed era il fulcro di quella squadra. Mi ricordo tante trasferte e tante emozioni condivise». La passione per il sincro era rimasta in entrambe: «Siamo rimaste ad allenare le sincronette della nostra squadra - continua Baccichet - ognuna era impegnata negli studi ma ritrovarsi ad allenare ci legava e ci permetteva di ricordare e insegnare le nostre esperienze alle nuove generazioni. Lei ha scelto un percorso legato all'Università facendo la ricercatrice ed è stata anche fuori d'Italia ma la malattia è stata tremenda perché prima sembrava che l'avesse superata, poi invece è ritornata più forte di prima e purtroppo la sua determinazione non è bastata più. Il suo motto per le piccole sincronette era: "Testa e cuore, sempre, in ogni cosa!”». Oltre il nuoto Elisa amava in restauro: «Era l’altra sua grande passione - prosegue l’amica - Si era laureata in scienze del restauro e aveva intrapreso il percorso professionale presso il Cnr, lavoro che l’aveva portata spesso a collaborare con professori di grande prestigio in tutta Europa, firmando articoli di ricerca e pubblicazioni . All’inizio del 2015 era riuscita con orgoglio a discutere la tesi del dottorato di ricerca e a partecipare alla cerimonia di premiazione in Palazzo Vecchio a Firenze». «Se in questi anni difficili - dicono i tanti amici di Elisa - è riuscita ad essere così meravigliosa è anche merito della famiglia, i genitori e il fratello, che l’hanno sempre sostenuta e accompagnata. Sono loro che le hanno dato la forza di andare avanti in ogni momento e credere in se stessa. Il miglior modo per ricordarla - concludono - è questa frase che a lei piaceva tanto: “A me dicevano che ero come l’acqua: l’acqua si scava la strada anche attraverso la pietra e quando è intrappolata si crea un nuovo varco»
Vezio Trifoni
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