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Due capolavori di Palazzo Pretorio volano in Giappone
Le opere di Filippino e Fra Diamante saranno esposte temporaneamente al Tokyo Metropolitan Museum. L'assessore Mangani: "Un'occasione per far conoscere Prato"
PRATO. Due opere della collezione permanente del museo di Palazzo Pretorio voleranno in Giappone per essere esposte fino al 3 aprile 2015 al Tokyo Metropolitan Museum. Si tratta della Pala dell’Udienza di Filippino Lippi e della Predella della Presentazione al tempio, Adorazione dei Magi e Strage degli Innocenti di Filippino e Fra Diamante: il 4 gennaio voleranno in Giappone e dal 16 saranno esposte nella mostra “Botticelli e il suo tempo”. Due prestiti d’eccezione per un evento espositivo dal respiro internazionale che si prefigge di riservare un’attenzione speciale a Prato e al suo ruolo chiave nella storia del Rinascimento: il percorso espositivo, articolato in quatto sezioni, dedicherà un approfondimento particolare alla figura di Filippo Lippi e a quella di Filippino che di Botticelli furono, rispettivamente, il maestro e l’allievo.
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Organizzata dal Mibact e dal Ministero degli Affari Esteri, di concerto con le corrispettive autorità giapponesi e con la partecipazione dell’Ambasciata d’Italia a Tokyo, la mostra segna l’evento inaugurale delle celebrazioni dei 150 anni del “Trattato d’Amicizia e del Commercio” fra Italia e Giappone. La richiesta di prestito delle due opere esposte al primo piano di Palazzo Pretorio, avanzata quasi un anno fa, è stata accolta dal comitato scientifico del Museo.
«Abbiamo ritenuto di accogliere la richiesta del Metropolitan Art Museum di Tokyo: la mostra su Botticelli sarà un'occasione per far conoscere Prato e i suoi gioielli al pubblico giapponese nel contesto di un’esposizione internazionale – sottolinea l’assessore alla Cultura del Comune di Prato, Simone Mangani - L’interesse di un’istituzione culturale così prestigiosa denota ancora una volta il valore della nostra collezione». Un bel biglietto da visita per la città di Prato che nel Quattrocento svolse un ruolo chiave nella storia dell’arte, una fucina di talenti di straordinario valore come Filippo Lippi, chiamato ad affrescare la cappella maggiore con il ciclo di Santo Stefano e San Giovanni, e il figlio Filippino, nato a Prato dalla relazione con suor Lucrezia Buti.
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