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«La mia indicazione politica è chiara»

«La mia indicazione politica è chiara»

«In questi anni - conferma Matteo Biffoni - nessuno aveva mai preso in mano la situazione. C’è un’azienda che ha 120 dipendenti e che non ha una “ casa” rispettosa delle normative urbanistiche. Il...

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«In questi anni - conferma Matteo Biffoni - nessuno aveva mai preso in mano la situazione. C’è un’azienda che ha 120 dipendenti e che non ha una “ casa” rispettosa delle normative urbanistiche. Il fatto che nessuno lavori frantumando inerti con una previsione specifica dal punto di vista urbanistico secondo noi è una cosa che non sta nè in cielo nè in terra ma purtroppo è così».

«Riteniamo vada data una risposta non a Varvarito ma a tutte le analoghe realtà produttive. E ci stiamo lavorando. Per Varvarito la soluzione invece ce la devono dare i tecnici della Provincia: ora serve che qualcuno dia un via libera almeno temporaneo finché non si accollerà la competenza la Regione».

Ma qual è la risposta che dopo oltre 20 giorni di attesa si può dare all’azienda? « Alla domanda non c’è una risposta precisa: si deve capire se ci sono le condizioni tecniche per i permessi temporanei. Il mio dovere è fare di tutto per farli lavorare perché ci sono 120 posti di lavoro in ballo e proprio per questo abbiamo fatto incontrare tutti i tecnici. Ho parlato davvero con tutti e ho fatto incontrare tutti. Ho 120 famiglie a cui dare una risposta, ho un’azienda a cui dare una risposta. Ma come politico posso solo favorire il confronto, la preparazione».

Per il sindaco e presidente della Provincia Matteo Biffoni è indubbio che la situazione sia complicata. «L’area di San Giorgio a Colonica non è destinata a questo ed è inutile girarci intorno. Come si arriva a creare le condizioni per una proroga temporanea rispettando la legge? Io credo che con il parere dell’Asl non ci siano altre condizioni necessarie ma non posso esprimermi su quella che è una normativa specialistica. Se però la proroga è stata data finora io mi sentirei tranquillo». «Ma qui - conclude Biffoni - mi fermo perché non posso e non voglio forzare un dirigente e dall’altra la legge non mi consente di prendere in prima persona la responsabilità per intervenire come presidente della Provincia. Io posso dare l’indicazione politica di salvare l’azienda. Poi ai tecnici sta trovare una soluzione».

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