Il presidio
I negozi cinesi sbarcano nel salotto buono di Prato
Dopo la recente apertura di Koralline tocca a Kupi Pelle in corso Mazzoni Intanto chiude Iana e le commesse scrivono ai clienti: «Vi abbiamo voluto bene»
PRATO. L’ultima domenica di shopping prenatalizio ha mostrato ai pratesi un centro storico affollato come al solito e con un paio di novità che magari sono sfuggite ai più, ma segnano l’inizio di un cambiamento: sono i commercianti cinesi che sbarcano nel salotto buono della città, corso Mazzoni.
Dopo l’inaugurazione del primo negozio monomarca di Koralline, il brand di Francesco Zhan, al civico 32, ieri è stato inaugurato al civico 26, al posto di Cavurotto, il negozio di Kupi Pelle, anche questo di proprietà cinese. Il titolare, un giovane orientale in Italia da quattro anni, dopo aver lavorato in una confezione di Poggio a Caiano ha deciso di fare il grande salto aprendo una linea maschile e femminile di capi in pelle e assumendo due commesse italiane.
Il caso vuole che in mezzo ai due nuovi negozi a conduzione cinese ce ne sia uno che chiude, proprio alla vigilia di Natale. Si tratta di Iana, marchio di abbigliamento per bambini legato alla catena Coin. Le commesse si sono congedate con una lettera d’affetto scritta a pennarello e appesa alla vetrina. «Un saluto sincero a tutti i clienti che in questi anni hanno vissuto con noi momenti belli e brutti. Con la speranza di rivedervi vi ho nel cuore tutti. Un saluto da una commessa che per tanti anni ha voluto bene a ogni singolo di voi. Con affetto Chiara». Ecco cosa si legge fuori dal negozio. Un modo insolito per salutare, un pensiero gentile per quei genitori e nonni che qui erano venuti a frugare tra gli scaffali a caccia dell’occasione per bambini (negli ultimi tempi “Iana” era diventato outlet), e ai quali Chiara e Alessandra, le due commesse dietro al bancone che hanno firmato la lettera, dispensavano sempre utili consigli.
Ma in questi giorni di shopping frenetico c’è anche chi ha puntato su qualcosa di diverso dall’abbigliamento. Si tratta del nuovo negozio “Le chat noir” che ha aperto all’inizio di via Guasti, accanto ai locali dell’ex boutique Paoletti, e vende articoli per cani e gatti. I due titolari, Massimiliano e Paola, propongono prodotti naturali e vorrebbero contribuire a rilanciare una delle strade del centro storico, via Guasti appunto, più penalizzate dal calo dei consumi.
In effetti c’è ancora molto da fare, perché via Guasti continua a mettere in mostra molte vetrine spente e molti cartelli di “affittasi”, ormai da anni.
Tutta un’altra storia nelle vicine vie Muzzi, Guizzelmi e Serraglio, in questi giorni animate dalle iniziative dei negozianti. In via Guizzelmi è spuntata anche una web radio, RadioCanale7, che ha sede in via Roma e ora trasmette in diretta dai locali dove un tempo c’era la libreria Mondadori, ma solo per una ventina di giorni. Parlando coi presenti si capisce anche perché molte vetrine del centro sono spente. «L’anno scorso per i locali dall’altra parte della strada chiedevano 3.700 euro al mese...». Se questo è il livello degli affitti, è comprensibile che un negoziante ci pensi due volte prima di imbarcarsi in un’avventura che potrebbe diventare una rimessa anziché un guadagno.
Una strada che non conosce crisi è invece l’asse corso Mazzoni-via Ricasoli, dove ieri in certi momenti era difficile anche camminare, con una autentica ressa dentro al negozio di “Mattonella” per gli acquisti dei cantuccini.
Poco più in là, in piazza del Comune, è toccato alla banda dei bersaglieri dare un tocco musicale al pomeriggio nebbioso, mentre in piazza Duomo la slitta (con le ruote) di Babbo Natale faceva la felicità dei bambini. (m.l. p.n.)
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