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Gruppo Tintoriale “liberati” i dipendenti
Accordo tra sindacati e curatore fallimentare per mettere in mobilità i 29 lavoratori. Brezzo (Cgil): «La pagina più brutta dall’inizio della crisi»
PRATO. «Dopo quasi tre mesi nei quali, con le sue scelte sbagliate, la proprietà del gruppo Tintoriale ha, di fatto, imprigionato i propri dipendenti con l'attivazione e il mantenimento di cassa integrazione ordinaria, straordinaria e procedura di mobilità, siamo finalmente riusciti, insieme al curatore fallimentare, a rimettere ordine nel ginepraio creato, a ripristinare la normalità e a mettere in mobilità i lavoratori». Parole di Massimiliano Brezzo, segretario del sindacato dei tessili della Cgil di Prato dopo l’incontro con il curatore fallimentare Fabio Tempestini e i colleghi di Cisl e Uil.
I lavoratori, a causa di una serie di procedure aperte e di un caos burocratico che si era creato, non potevano usufruire della mobilità e quindi delle agevolazioni fiscali nel caso in cui avessero trovato un nuovo lavoro. Una situazione che andava avanti dal 30 settembre, data in cui l’azienda aveva cessato l’attività. Solo dopo diverse settimane è stato dichiarato il fallimento in proprio.
«È stata senza dubbio - continua - la situazione più brutta e più incresciosa fra quelle che ci siamo trovati ad affrontare dall'inizio della crisi. L'unica nella quale la proprietà si è preoccupata più della sorte delle merci, come abbiamo appreso dai giornali, o dei macchinari, che di quella dei dipendenti. Una situazione sulla quale neanche l'impegno profuso dal sindaco di Prato ha avuto il minimo effetto e che, con la dichiarazione di fallimento, ha lasciato i dipendenti senza lavoro e senza stipendio».
«Solo dopo la nomina del curatore - è ancora il segretario della Filctem a parlare - con il quale ci siamo incontrati appena nominato, abbiamo potuto affrontare la vicenda in maniera ragionevole. Già nel primo incontro è emerso il groviglio normativo nel quale noi e i lavoratori eravamo stati coinvolti e abbiamo potuto stabilire come uscirne».
«Oggi - conclude Brezzo - con la revoca degli strumenti richiesti dalla proprietà e con l'apertura di una nuova procedura di mobilità, abbiamo finalmente potuto mettere in sicurezza i lavoratori e farli diventare ex dipendenti del Gruppo Tintoriale. Speriamo vivamente che quanto successo a questi lavoratori resti la pagina più brutta tra quelle scritte fino ad oggi nel distretto pratese e che valga come monito affinché tali situazioni non si ripetano».
Solo ieri pomeriggio, dal 30 settembre, i 29 dipendenti hanno potuto ritirare le lettere di licenziamento.
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