Italia
Gruppo Tintoriale, dipendenti "liberati" dall'azienda fallita
Sindacati e curatore mettono in mobilità i dipendenti. Il segretario dei tessili della Cgil: "E' stata la situazione più brutta fra quelle che ci siamo trovati ad affrontare dall’inizio della crisi"
PRATO. “Dopo quasi tre mesi nei quali, con le sue scelte sbagliate, la proprietà del gruppo Tintoriale ha, di fatto, imprigionato i propri dipendenti con l’attivazione e il mantenimento di cassa integrazione ordinaria, straordinaria e procedura di mobilità, siamo finalmente riusciti, insieme al curatore fallimentare, a rimettere ordine nel ginepraio creato, a ripristinare la normalità e a mettere in mobilità i lavoratori”. Parole di Massimiliano Brezzo, segretario del sindacato dei tessili della Cgil di Prato.
“È stata senza dubbio – continua - la situazione più brutta e più incresciosa fra quelle che ci siamo trovati ad affrontare dall’inizio della crisi. L’unica nella quale la proprietà si è preoccupata più della sorte delle merci, come abbiamo appreso dai giornali, o dei macchinari, che di quella dei dipendenti. Una situazione sulla quale neanche l’impegno profuso dal sindaco di Prato ha avuto il minimo effetto e che, con la dichiarazione di fallimento, ha lasciato i dipendenti senza lavoro e senza stipendio”.
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“Solo dopo la nomina del curatore – è ancora il segretario della Filctem a parlare - con il quale ci siamo incontrati appena nominato, abbiamo potuto affrontare la vicenda in maniera ragionevole. Già nel primo incontro è emerso il groviglio normativo nel quale noi e i lavoratori eravamo stati coinvolti e abbiamo potuto stabilire come uscirne”.
“Oggi – conclude Brezzo - con la revoca degli strumenti richiesti dalla proprietà e con l’apertura di una nuova procedura di mobilità, abbiamo finalmente potuto mettere in sicurezza i lavoratori e farli diventare ex dipendenti del Gruppo Tintoriale. Speriamo vivamente che quanto successo a questi lavoratori resti la pagina più brutta tra quelle scritte fino ad oggi nel distretto pratese e che valga come monito affinché tali situazioni non si ripetano”.
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