Il Tirreno

Prato

LA PROPOSTA

Una sala teatrale all'interno del carcere della Dogaia

di Alessandra Agrati

Prato, è il progetto al quale sta lavorando la compagnia TeatroMetropopolare. Nei giorni scorsi si sono esibiti davanti ai detenuti I Gatti Mezzi

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Una sala teatrale dove provare, recitare e fare laboratori all' interno del carcere della Dogaia. Questo il sogno, probabilmente realizzabile, del compagnia TeatroMetropopolare che da qualche anno sta portando avanti un progetto teatrale all' interno della casa circondariale.

“Abbiamo chiesto la disponibilità di avere un finanziamento al Provveditorato e sembra che sia possibile ottenerlo- spiega Livia Gionfrida registra della Compagnia - ma non verrà coperto completamente il costo. Stiamo anche studiando un modo per la gestione di questo spazio, che si trova comunque all' interno di un carcere”. L'amministrazione comunale, tramite l'assessore alla cultura Simone Mangani assicurerà ancora un contributo alla Compagnia, ma per l'attività che svolge all' interno della Dogaia.

“Una soluzione – propone Mangani – potrebbe essere quella di un crowdfunding, la sottoscrizione online. Ha funzionato per tanti progetti”.

La sala verrà anche utilizzata come teatro per i concerti che la compagnia organizza: l'audio nello spazio della palestra, ovviamente non è dei migliori, ma questo non impedisce di avere sempre il sold out ad ogni iniziativa.

Venerdì 11 è toccato al duo pisano i Gatti Mezzi, che nel pomeriggio si è esibito davanti al pubblico di detenuti e alla sera ad un centinaio di spettatori esterni. Un' ora di divertimento e di ironia. “I momenti in cui il carcere si apre alla cittadinanza- continua Gionfrida- sono sempre importanti, recentemente abbiamo anche realizzato un laboratorio teatrale misto fra ospiti della Dogaia e persone sterne. E' stato un successo”. Intanto la compagnia, dopo aver messo in scena H2Otello, sta lavorando ad un nuovo spettacolo che dovrebbe debuttare a primavera.

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino