Il Tirreno

Prato

Borgosesia, l'assemblea dei soci ha deciso per la messa in liquidazione

Tra i liquidatori del Gruppo l'ex direttore della Provincia di Prato e uno dei membri del cda di Eurotintoria, in rappresentanza della famiglia Bini. Il settore tessile era gestito tramite il gruppo Penelope

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PRATO. L'assemblea straordinaria dei soci di Borgosesia ha deliberato lo scioglimento e la messa in liquidazione volontaria della società. Lo annuncia la società in una nota diffusa dall’agenzia Ansa. Gli azionisti hanno nominato un collegio di liquidatori presieduto da Pier Ettore Olivetti Rason (lo studio legale si era occupato anche della Sasch nella fase più critica e composto da Giancarlo Cecchi (ex direttore della Provincia di Prato), Nicola Rossi (braccio destro nel cda di Eurotintoria in rappresentanza della famiglia Bini) e Rossella Tegliai. Borgosesia, con sede a Prato, fondata nel 1873 e quotata nel mercato Mta di Borsa Italiana, è una holding di partecipazioni nei settori tessile tramite il Gruppo Penelope, immobiliare e risparmio gestito. La società era nata per iniziativa della famiglia Bini.

Borgosesia aveva terminato i primi nove mesi del 2015 con ricavi per 1,81 milioni di euro, in forte calo rispetto ai 2,48 milioni contabilizzati nello stesso periodo dello scorso esercizio. Il periodo gennaio-settembre si era chiuso con una perdita netta (escluse le quote di terzi) di 6,95 milioni di euro.
A settembre era stato inoltre comunicato che, a seguito di un accertamento condotto dall’agenzia delle entrate, era stato notificato un provvedimento di irrogazione di sanzioni amministrative e che la società aveva precisato che avrebbe valutato la pretesa dell’agenzia delle entrate.

 

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